Il punto di vista strategico nel forex operativo

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Per quanto si tenda a mantenere processi mentali analoghi nei diversi timeframe che una piattaforma finanziaria mette a disposizione dell’operatore, si rivela spesso utile un atteggiamento differente quando si analizza il breve termine. In verità, nel forex potremmo considerare il mercato a medio termine come il mercato delle valute e quello a breve termine come il mercato dei cambi.

Sembrerebbe solo un gioco di parole, invece si tratta di una maniera di intendere e definire quelle che da lungo tempo sono la strategia e la visione operativa dei professionisti del trading valutario. Questo differente approccio mentale trova applicazione soprattutto quando è accorciato l’arco temporale di un ordine di vendita/acquisto, per cui il medio periodo viene inteso come mercato delle valute e singola entità di osservazione, mentre gli strumenti di analisi dei timeframe inferiori, per quanto autonomi, rappresentano una singola unità di analisi.

In altre parole, il medio termine permette di individuare la tendenza primaria del trading e usa informazioni più solide del breve termine, che, se viene sfruttato senza aver prima esaminato il timeframe più esteso è come guidare un bolide in stato di ebbrezza.

In questo senso, il breve termine è il mercato dei cambi, anche perché le implicazioni di ipervenduto e di ipercomprato riferite ad un singolo cross sono molto difficili da misurare, visto che c’è sempre rumore di fondo sottoforma di volatilità inattesa.

D’altro canto, un aggiornamento importante rilasciato dal calendario macroeconomico o una news significativa, seppure possono trainare la seduta giornaliera, vengono meglio assimilati dai trader che operano su outlook medio. Per questo, una buona regola è verificare se ci sono livelli ideali e titoli che sostengono un cambio e, se non ce ne sono, allora vuol dire che il mercato non è ancora pronto per assumere una direzione.

Magari gran parte del volume di un’opzione o di un future fx non è ancora passato ad open interest, cosi come alcuna struttura finanziaria staziona dietro ad una delle pair più liquide.

Di solito ogni tentativo di riuscire a quantificare la volatilità implicita di una coppia di valute è vano per l’investitore privato, sebbene i trader retail migliori ci si avvicinino parecchio, anche senza le infrastrutture informatiche in dotazione agli operatori istituzionali.

Per fare questo tipo di lavoro, al trader domestico indubbiamente servono pratica ed esercizio, studiare i grafici, andare alla ricerca dei derivati che pesano sulle monete fiat, attività prodromica al trading di valute che non ha sostituti.    

Di Vincenzo Augello


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