Il terzo halving di Bitcoin è stato completato e ora…?

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Quello di lunedì scorso è stato uno dei più grandi eventi del mercato delle e-currency, un po’ come i mondiali di calcio che si svolgono solo una volta ogni quattro anni. Dopo gli halving del 2012 e del 2016 c’è stato un progressivo incremento del valore di mercato della valuta digitale. Vale la pena notare però che questo aumento non è avvenuto da un giorno all’altro, ma nel corso degli anni. La ragione per cui ciò è avvenuto in passato e forse avverrà di nuovo in futuro sta nella relazione che esiste tra [offerta – domanda] di criptovaluta e l’halving.

Le linee tratteggiate indicano un aumento medio del prezzo di Bitcoin pari al 200% ogni anno e costituiscono una stima di riferimento e non una previsione. FONTE REDDIT.

Le previsioni sull’argomento sono davvero tante, innumerevoli e sparse in modo disordinato su Internet; in realtà sarà il tempo a dirci se Bitcoin potrà fare una tripletta, restituendo ancora un rialzo astronomico per la terza volta di fila. Quello che si può dire adesso è che il mercato, anche se è maturato notevolmente dal 2016, rimane altrettanto volatile e  il trading su BTC e sulla gran parte delle cripto resta difficile e rischioso. Dunque, il pericolo di incorrere in frustrazioni da overtrading è latente, anche se si hanno buone conoscenze su ciò che rappresenta una innovativa frontiera del fintech. Magari è questo il motivo per cui sono molti gli operatori che nel comparto delle criptovalute adottano strategie buy and hold e cresce il numero dei cassettisti, ossia degli investitori di lungo periodo.

Nel dettaglio ad oggi :

11 milioni e mezzo di bitcoin sono fermi in mano ad investitori di lungo termine (cassettisti), che non circolano sul mercato.

3,7 – 3,8 milioni di bitcoin sono persi per sempre, in quanto corrispondono a tutti i bitcoin che per una ragione o per l’altra sono stati comprati e poi perduti; ad esempio per aver smarrito gli indirizzi.

3, 4 milioni di bitcoin invece è la quantità attuale di bitcoin utilizzati nel trading di breve termine e sulle piattaforme speculative fornite dagli exchange. Bitcoin dunque rappresenta soprattutto un investimento di lungo periodo e anche chi investe nelle altcoin è in genere un cassettista.

Finora sono stati estratti circa 18,3 milioni di bitcoin. Questa cifra equivale a circa l’87% dei 21 milioni di monete minabili. Pertanto ce ne sono altri 2,7 milioni che devono essere estratte e a quel punto la supply, ovvero l’offerta di moneta terminerà e i minatori, più o meno a partire dal 2140, saranno pagati sulle transazioni.

C’è da aggiungere che miners in pool, che in genere corrisponde ad un sito internet di una azienda che mette assieme più minatori possibili per aumentare la potenza di calcolo per risolvere un blocco della catena di Bitcoin, stanno accumulando una grande quantità di moneta e da novembre detengono la valuta per almeno sei giorni. Se questo tipo di comportamento durerà ancora potrebbe determinare presto un problema e provocare una crisi di liquidità con evidenti conseguenze anche sul prezzo.  

Di Vincenzo Augello