Il trader privato, la nuova professione nata nel XXI secolo

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E’ proprio in questi ultimi anni che è nata una nuova professione, quella di trader privato. L’attività di trading professionale tuttavia esiste almeno dal XV secolo, quando i commercianti giapponesi registravano le variazioni di prezzo del riso con le candlestick e fornivano ricevute sulle contrattazioni di riso al Dojima Rice Exchange. I mercanti accettavano queste ricevute come pagamento, dando vita indirettamente ai primi contratti future. Tali primordiali operatori del Sol Levante iniziarono ad analizzare le formazioni grafiche dei prezzi, la psicologia del mercato, le tendenze dei venditori e dei compratori. Oggi invece i trader professionisti operano nelle banche d’affari, presso società specialistiche come le SIM (Società di Intermediazione Mobiliare), le SGR ( Società di Gestione del Risparmio) o le imprese private di amministrazione patrimoniale. Come premesso, però, negli ultimi anni ha preso vita una nuova figura professionale, quella di trader privato; costui comincia ad ottenere risultati tangibili e diventa sempre di più uno specialista della finanza, grazie anche alla mole di testi pubblicati e ai corsi tenuti in tutto il mondo che spiegano in modo dettagliato la materia, a differenza delle università italiane che ancora oggi purtroppo non preparano ad affrontare. E’ in questo modo che tanti individui “normali” sono riusciti nel tempo ad assumere atteggiamenti ed abitudini proprie di un trader professionista, quotidianamente alle prese con i computers e i grafici per guadagnare. Nell’ultimo decennio, dunque, caratterizzato da forti cambiamenti anche dal punto di vista dei mestieri, si può veramente parlare della nascita di un nuovo lavoro che si sta imponendo tra quelli più redditizi. Ciò nonostante, chi già esercita questo tipo di attività tende comunque ad allinearsi con i valori morali ed etici di una qualunque altra professione, divenendo talvolta un vero e proprio artista del settore. Ogni trader privato, in effetti, per ottenere risultati significativi, deve quasi sempre andare oltre certe regole scritte ed affidarsi ad aspetti meno tangibili che sono elementi tipici dell’arte. Il trader privato di fatto impara di tanto in tanto regole non scritte e apprende il modo per applicarle in base a ciò che il singolo operatore domestico percepisce. E’ questa molto probabilmente l’arma più potente che un trader retail ha a disposizione contro le grandi istituzioni che muovono i mercati, ed il bello è che questa attitudine può essere allenata con la pratica e le simulazioni. Come ogni professionista inizialmente fa sacrifici,  passa momenti di dubbi, di insicurezze, di riflessioni e commette degli errori; ma è cercando sempre il positivo in ogni situazione che l’impresa spesso si è rivelata meno ostica del previsto. (Di Vincenzo Augello)