Il trading contro i padroni del mondo

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Lo sappiamo, il mercato è dominato da grandi società istituzionali e dalle Banche d’Affari , che dispongono di enormi asset, di analisti quantitativi di talento e superpagati, di software ed unità di calcolo incredibilmente potenti nei quali vengono caricati flussi infiniti di dati finanziari.

Sono i padroni del mondo, quelli che fanno la differenza nel processo direzionale del prezzo, che sono in grado di cambiare le regole del gioco, che vivono in un’ altra dimensione, a livelli di potere altissimi; individui che ricoprono ruoli mediatici nell’economia mondiale con accesso a informazioni introvabili, capaci persino di crearne di nuove; la finanza è dunque nelle mani di pochi.

Come si  può competere con loro?  Anche questo lo sappiamo: non si può.

Tuttavia, nel 1941 la capacità militare degli Stati Uniti era inferiore a quella del Giappone: la flotta pacifica era uscita mutilata e con le ossa rotte dall’attacco di Pearl Harbour, eppure nel giro di pochi anni gli americani furono in grado di sconfiggere i giapponesi, nonostante fossero impegnati anche sul fronte europeo. Nell’area del Pacifico ottennero un vantaggio utilizzando la tattica dell’island hopping, ovvero dell’avanzata con l’occupazione delle isole una ad una, attaccando il nemico solo nei lembi di terra emersa strategicamente importanti, meno difesi; quelli invece in cui i nipponici erano ben asserragliati furono semplicemente evitati.

Di riflesso, un trader indipendente non riuscirà mai a ordinare una posizione a mercato talmente in fretta da battere sul tempo un codice finanziario di trading quantitativo scritto alla perfezione, è da matti solo pensarlo.

Per questo è meglio concentrare i nostri sforzi laddove possiamo costruirci un vantaggio, attraverso la conoscenza e l’esercizio nel tempo. I nostri vantaggi con tutta probabilità nasceranno dai metodi di utilizzo delle misure della volatilità, qualcosa su cui si può fare affidamento e ciò che può rendere equilibrata la partita con chi oggi ha in mano le redini del mondo.

In questo modo si può scegliere di operare soltanto quando e dove le probabilità sono a nostro favore, creandoci la nostra personale tattica d’intervento sulle variazioni dei tassi di cambio, dopo aver individuato le inefficienze provocate dai titoli di coloro che muovono le coppie di valute.

Di Vincenzo Augello