Il trading di valute spiegato facile

Lettura 2 minuti


Per tante persone il trading è un’attività ai limiti del possibile, avvolta da misteri, cinta da pericoli. Nella realtà più immediata tutto quello che è a contatto con il denaro include una certa dose di rischio e servono competenze. Se mettiamo da parte la cinematografia e le chiacchiere da bar fare trading valutario significa vendere e comprare monete che hanno valore economico presente e futuro, cercando di guadagnare dalla differenza dei prezzi.

Fare forex vuol dire allora essere un commerciante di valute fiat, come l’euro, il dollaro, il pound, il franco svizzero ecc.. e prevedere che la quotazione, in relazione a quella di un’altra moneta, aumenti o diminuisca in un periodo di tempo che può essere di secondi, minuti, ore, giorni, mesi o anni. La posta in gioco in questo tipo di mercato può variare da pochi euro fino a grosse quantità di denaro. Il meccanismo è semplice ma l’attuazione è complessa.

Il forex non è solo speculazione, si fonda sul fatto che in ogni istante vengono scambiate materie prime e prodotti da una sponda all’altra del pianeta. Tutta questa produzione viene pagata e la domanda di moneta locale sale o scende in base al commercio, all’economia, alle misure di politica monetaria. Ogni nanosecondo i prezzi delle monete cambiano. Non c’è nulla di oscuro e talvolta molto è spiegabile, non c’è casualità, ma in tanti non vedono le ragioni di tutta questa volatilità e non ne capiscono le potenzialità predittive.

La somma di queste informazioni dà forma all’analisi globale e ai fattori fondamentali connessi alla macroeconomia che influenzano il forex. Da queste variabili si può implementare una strategia, un metodo, per prevedere come il mercato si comporterà, che siano minuti, giorni o anni. Il trader vive all’interno di questo mondo dove la cosa più importante è avere una metodologia, un piano operativo efficace e testato. Il trading in effetti è backtesting e non servono (anche se sarebbero certamente utili) lauree o master. La cosa che ci vuole invece è la capacità di adattarsi, perseverare, imparare…          

Di Vincenzo Augello