Il trading nel 2019

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A chi non piacerebbe recarsi ad un bancomat ordinare dieci euro ed averne indietro dodici ? Spesso è con questa fantasia che ci si avvicina al trading ma le cose stanno in modo diverso. Ci sono giorni poi in cui si acquista o si vende un titolo o un rapporto di cambio  attraverso uno dei tanti programmi di connessione ai mercati finanziari pensando solo di poter guadagnare. E’ senz’altro una bella sensazione. Ciò nonostante le persone a volte  si domandano cosa accade davvero all’interno di questo pseudo bancomat ?  Per riuscire a rispondere a questa domanda bisogna sapere che se si ricavano dodici euro invece di dieci è perché qualcun altro più sfortunato sta incassando solo otto euro su dieci che aveva versato. Sui mercati finanziari se uno guadagna un altro perde, è così che funziona: si prova sempre ad impossessarsi del denaro altrui.

Se questa cruda realtà dovesse infastidirci vuol dire che il trading non è l’attività adatta a noi. Allora conviene affidare i risparmi ad un gestore di fondi e fare in modo che sia lui ad impadronirsi del denaro degli altri investitori. Questa sfumatura sfugge probabilmente alla maggioranza dei principianti, né un broker online o in carne ed ossa lo spiegherà mai ai suoi clienti. Il trading è una vera e propria battaglia, una competizione dove non è consentito arrivare per secondi. Se a fine mese abbiamo il conto trading in perdita non ci sarà nessuno a consolarci, rassicurandoci che tutto presto tornerà a posto. Nel trading il denaro viene trasferito da un individuo all’altro.

Costui può essere un trader istituzionale che si avvale di un team di analisti quantitativi in grado di fornirgli risorse e segnali ad alta probabilità di successo. Ciò malgrado chiunque si misura seriamente con il pianeta della finanza ne uscirà quasi sempre arricchito: potrà aver guadagnato o bruciato delle somme di denaro, ma sarà una persona diversa, che avrà conosciuto aspetti della propria personalità che prima non conosceva, intuendo sul mondo cose che altrimenti non avrebbe potuto scoprire. L’industria del trading si guarderà bene dallo svelare queste cose, i venditori di servizi di brokeraggio sono interessati solo a guadagnare, non certo alle nostre aspettative. I brokers sono impegnanti ad investire una barca di soldi in pubblicità, stampa e televisione per convincere la gente che è facile ottenere gli obiettivi economici decantati. Il trading invece è una faccenda maledettamente seria.

E’ il gioco accanito di una mente contro altre menti: non si tratta di competere con un laureato al MIT, ma con tanti di loro, senza nemmeno avere la possibilità di sapere che aspetto hanno. E’ gente capace di trovare un ago non in un pagliaio, ma in 500 pagliai. Quindi, prima di tuffarci nella finanza operativa è meglio studiare i fondamenti dell’analisi tecnica basata sulla volatilità. La volatilità con il tempo fornisce gradualmente dati preziosi che consentono ai trader di migliorare le strategie, trasformando quella che sembra apparire come una variabilità scomposta dei prezzi in una analisi predittiva. Tutto sommato gli enormi flussi di denaro che  vengono scambiati sul forex, ad esempio, ne fanno un mercato abbastanza  “regolare” e più prevedibile rispetto ai mercati virtuali. In questo settore è importante rimanere aggiornati su tutto quello che riguarda l’analisi quantitativa in modo da colmare il più possibile il vuoto esistente tra le grandi istituzioni ricche di talenti e risorse ed i trader privati. Solo questo tipo di atteggiamento permette molto spesso di scovare quelle strutture matematiche nascoste nei grafici dei prezzi e trarne alla fine un guadagno. (Di Vincenzo Augello)

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