INTELLIGENZA ARTIFICIALE E RETI NEURALI NEL MONDO DEL TRADING

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Con il termine Intelligenza Artificiale (I.A.) si allude ad un insieme di regole hardware e tecniche di programmazione che esercitano attività simili a quelle del cervello umano. Una sottocategoria dell’Intelligenza Artificiale è il Machine Learning, che rappresenta sistemi I.A. in grado di  elaborare dati forniti e/o assimilati e di imparare da essi. Il sistema Machine Learning  è capace di restituire delle soluzioni ad un problema a seconda dei dati acquisiti in modo autonomo ed in direzione dell’obiettivo. Una forma di Machine Learning sono le reti neurali, che in sintesi replicano le funzioni dei neuroni del cervello umano. Entrambe le architetture, il Machine Learning e le reti neurali, sono sistemi adattivi, in quando variano le loro risposte e la loro struttura in base ai dati acquisiti. Questi impianti algoritmici complessi sono strutturati in nodi, in cui ognuno partecipa ad una rete di nodi in continua evoluzione dinamica, studiata per fornire le risposte e le soluzioni migliori. Di fatto, alle risposte fornite dalla rete neurale primaria replicano delle reazioni esterne che verranno poi analizzate da altri insiemi di nodi di elaborazione, fino ad ottenere risposte “aggiustate” ai mutamenti esterni. Applicate al trading le reti neurali sembrerebbero perfettamente idonee per la sostituzione del trader in carne e ossa, poiché potrebbero generare entrate ed uscite dal mercato in virtù delle analisi delle serie storiche di un determinato strumento finanziario. In questo modo se l’operazione va in guadagno l’ I.A. seguiterebbe a produrre lo stesso genere di operazioni, mentre in caso di stop loss, la rete neurale attuerebbe comportamenti di trading differenti avendo imparato dalla perdita precedente a modificare la propria strategia operativa. Ciò nonostante, i sistemi informatici di autocorrezione, allo studio ormai da più di 25 anni, non possono per ora sostituire un operatore finanziario umano. Personalmente non ho mai saputo di trader professionisti che si affidano a sistemi automatici per generare profitti con le reti neurali e che abbiano una equity di medio/lungo termine positiva. Dal punto di vista prettamente tecnico infatti non esiste oggigiorno una forma di intelligenza elettronica che sappia riprodurre quella relazione mentale data dalle esperienze e dalle idee creative in cui si insinua la ragione umana. Il trading dunque non si presta facilmente ad essere un’attività programmabile poiché comprende reazioni umane ancora predominati sui mercati finanziari non completamente catalogabili. (Di Vincenzo Augello)