James Emmett, ex HSBC, entra nel progetto Libra

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La sezione Facebook che si occupa di Libra, la criptovaluta che presumibilmente tutti potremo utilizzare nel prossimo futuro, ha nominato James Emmett, in precedenza a capo della Banca d’Affari HSBC per l’Europa, in una posizione esecutiva all’interno del suo entourage.

Libra si affida all’esperienza di James Emmett

Emmett svilupperà e gestirà il sistema di pagamento associato a Libra, denominato portafoglio Calibra. La nomina di Emmett segna l’ultima di una serie di assunzioni di alto profilo dell’azienda di Mark Elliot Zuckerberg, avvenute negli ultimi cinque, sei mesi.

In aprile il comparto facebook che lavora sulla moneta elettronica ha ottenuto una licenza a pagamento in svizzera, che gli ha permesso di arruolare diversi esperti finanziari al di fuori dei confini degli Stati Uniti da far iscrivere nella sua affollata lista di dirigenti.

Più di un anno fa questa notizia poteva spingere tanti all’euforia, ma ora a chi importa davvero ?

Seriamente, Libra è una di quelle aziende che è stata più volte penalizzata da ritardi e problemi. Tra le accuse giunte dal Congresso e dai media che Zuckerberg ha dovuto fronteggiare e le seccature derivanti da parte degli osservatori preoccupati per i metodi di raccolta e utilizzo delle informazioni private, ce lo ricordiamo che Libra c’è ?

Parliamo di un progetto annunciato nel giugno del 2019, di cui il mese appresso è stato pubblicato il codice sorgente. Questo significa che quasi un anno e mezzo dopo il social network più famoso al mondo e la sua moneta hanno fatto solo pochi passi avanti. Anche se probabilmente è lecito pensare che Facebook abbia subito ritardi per colpa del Coronavirus ci sono stati troppi tentennamenti per quella che doveva essere una delle più grandi opere di ingegneria informatica.

Tra le maggiori preoccupazioni che pesano su Libra ci sta quella che Libra Association è una società finanziaria nata dalle stesse menti che hanno consegnato Facebook al Globo. Questi tizi hanno già affrontato gravi difficoltà per quanto hanno combinato con i dati personali della gente, quando per scopi pubblicitari sono stati venduti a terzi informazioni private, scatenando lo scandalo di Cambridge Analytica; un fatto che quasi sicuramente lascerà una macchia indelebile sulla reputazione della celebre piattaforma di social media.

Troppi i ritardi e troppi gli intoppi

Dopo il clamore e l’udienza in diretta televisiva di Zuckerberg, Facebook non solo ha pagato una sanzione di 5 miliardi di dollari, ma ha anche perso la fiducia del Pianeta intero, scesa di oltre il 60 per cento.

Ora, a quanto pare, Mark pensa di poter rimediare lanciando un sistema monetario che chiunque sulla Terra, indipendentemente da chi è, da dove vive o da cosa fa, può utilizzare per acquistare beni e servizi. Solo che al momento è del tutto giustificato chiedersi: per gestire un’operazione finanziaria di queste dimensioni e portata i dati monetari degli utenti saranno finalmente al sicuro ?

Di Vincenzo Augello