Jesse Powell di Kraken: regolatori e censure potrebbero valorizzare i portafogli degli investitori

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È possibile che Bitcoin e le cripto crescano talmente tanto che nel tempo governi e istituzioni si sentano minacciati ? È possibile che la paura a un certo punto sia tale che alla fine si decida di confiscare le nostre proprietà virtuali fino a censurare tutte le attività di trading online ?

Secondo Jesse Powell, CEO del popolare cripto exchange Kraken, potranno provarci.

Jesse Powell avvisa i cripto trader

Diversi regolatori nel corso degli ultimi mesi, tra cui il segretario al Tesoro degli Stati Uniti Janet Yellen e il presidente della Banca Centrale Europea Christine Lagarde, hanno dichiarato che Bitcoin non è altro che un bene rifugio per il crimine, che la valuta digitale numero uno al mondo per capitalizzazione di mercato include finanziatori del terrorismo e riciclatori di denaro, e che chiunque viene coinvolto in transazioni BTC può sostenere attività illecite.

In una recente intervista, Jesse Powell avvisa gli operatori retail, comprese le whale, che probabilmente arriverà il giorno in cui le autorità nel mondo cercheranno di mettere un freno alle operazioni in valuta virtuale, per cui suggerisce di proteggere le proprietà basate su criptovaluta.

Afferma Powell:

Ci potrebbe stare qualche giro di vite

In realtà, stiamo già intravedendo segnali di disagio da parte di Paesi ed enti istituzionali, soprattutto dopo il grande sviluppo della crittografia nel 2020. Ad esempio, sarebbero sul tavolo delle trattative nuovi regolamenti che, una volta approvati, richiederebbero modalità di scambio di criptovalute e piattaforme verosimiglianti, in modo da poter segnalare tutti i nomi e gli indirizzi delle persone impegnate in cripto-transazioni che superano i 3.000 euro.

Powell si batte contro vessazioni come queste, spiegando che eludono la privacy e sono avverse a tutto quanto la scienza crittografica rappresenta.

Puntualizza Powel:

Qualcosa del genere potrebbe davvero danneggiare la crittografia e uccidere il caso d’uso originale, che era quello di rendere i servizi finanziari accessibili a tutti

D’altro canto, l’India sta proponendo il divieto totale di tutte le gestioni crittografiche. Di fatto, Nuova Delhi ha espresso atteggiamenti altalenanti rispetto agli asset digitali, prima solo censurando le aziende di criptovalute e le blockchain finalizzate ai servizi finanziari standard, ora invece sembra che i legislatori della regione dell’Asia Meridionale cerchino di porre fine a tutte le attività di trading su e-currency e, in alcuni casi, persino di istituire pene carcerarie per i cripto investitori.

A certi regolatori BTC proprio non piace

Powell aggiunge anche che potrebbe essere troppo tardi per fare qualcosa, e se i regolatori dovessero scagliare qualche mazzata in futuro, il colpo renderebbe gli asset digitali ancora più attraenti per gli investitori, che poi tenderebbero, per loro natura, a barricarsi intorno a qualsiasi norma sia in grado di aumentare la performance dei loro portafogli.

Dice Powell:

Potrebbe essere troppo tardi. Forse il genio è uscito dalla lampada e cercare di vietarlo a questo punto lo renderebbe più attraente e manderebbe il messaggio che i governi lo vedono come un’alternativa superiore alle proprie valute

Di Vincenzo Augello