Joe Rogan, un altro vip passato a Brave browser

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Joe Rogan è l’ultima celebrità convertita a Brave browser che, come rivale di Google Chrome, sembra guadagnare terreno in mezzo alla sempre maggiore preoccupazione per la privacy.

Di recente, il podcaster sotto i riflettori a seguito di un importante accordo con Spotify, colosso dei servizi di streaming, ha confessato di utilizzare Brave per evitare la pubblicità e un monitoraggio un pò troppo invadente da parte di Google.

Rogan si converte a Brave

Nel suo podcast, Rogan, durante una conversazione con l’ospite Reggie Watts, musicista, comico e attore americano, ha detto che in questi ultimi anni si sta alimentando l’abitudine malsana di cercare di sapere cosa fa la gente, dove va, che prodotti compra e cosa dice.

Joe Rogan dirige un podcast molto popolare su YuoTube: “The Joe Rogan Experience” che a settembre verrà diffuso anche da Spotify

Tra l’altro, ha continuato l’anchorman, se si utilizzano social network come Instagram o Facebook, la possibilità di essere tracciati è quasi certa. Rogan, in proposito, ha sottolineato i processi civili da 5 miliardi di dollari che sono stati intentati contro Google per aver tracciato i suoi utenti senza il loro consenso. Secondo alcune stime fatte da Forbes, il celebre commentatore ha guadagnato 30 milioni di dollari l’anno scorso, mentre i suoi podcast ottengono oltre 190 milioni di download al mese.

Brave è un browser internet open source che mira a proteggere la privacy degli utenti bloccando gli annunci e i tracker dei siti intrusivi. Negli ultimi mesi il navigatore web di Brendan Eich ha registrato un considerevole aumento della sua popolarità; tra aprile e maggio ha ottenuto circa 1,5 milioni di utenti mensili su un totale di 15 milioni di utenti attivi.

Brave premia i suoi utenti con la criptovaluta Basic Attention Token (BAT), dopo aver accettato di guardare gli annunci di marchi partner come Amazon, PayPal, Chipotle e Verizon. Ha inoltre aumentato il numero di campagne pubblicitarie dal 255% al 1500% da ottobre 2019 a maggio 2020.

Di Vincenzo Augello