JPMorgan Chase: se le Banche mollano Bitcoin affonda

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Gli analisti di JPMorgan Chase affermano che le istituzioni finanziarie devono investire in Bitcoin se vogliono rimanere a galla.

JPMorgan: senza di noi non c’è Bitcoin

Tuttavia, il colosso della finanza mainstream di recente ha anche pubblicato un nuovo rapporto che dimostrerebbe come il denaro che circola grazie Grayscale Bitcoin Trust sia necessario affinché Bitcoin prosperi. In pratica, Grayscale Bitcoin Trust (GBTC), lo strumento finanziario che consente di investire in e-currency anche a chi non può operare sui mercati non regolamentati, sarebbe il punto d’appoggio che solleva il mondo cripto.

Secondo la Big Four statunitense se questo prodotto dovesse fermarsi o rallentare, la criptovaluta che ora punta dritto ai 30 mila dollari subirebbe un significativo stop fino a spingerla in stagnazione.

La tesi nasce dall’evidenza per cui il pump del 2020 è molto diverso da quello del 2017, perché i prezzi di tre anni fa si basavano in gran parte sulla compravendita retail che è stata in grado di mantenere il mercato solo per un po’ di tempo e nel giro di 11 mesi BTC è sceso da 20.000 dollari a quasi 3.500 dollari, bruciando più del 70% del suo valore in meno di un anno.

Istituzioni e banche d’affari, all’epoca, erano più caute nell’ investire in Bitcoin e tutto sommato non possiamo biasimarle. Il pianeta cripto era in via di sviluppo e contava solo nove anni dalla nascita della valuta virtuale più capitalizzata. C’erano tanti problemi di carattere tecnico, le monete erano estremamente volatili e il cybercrime era molto diffuso.

Da allora, però, le valute e gli asset crittografici sono maturati e sono state messe in atto misure importanti per rendere il commercio basato su blockchain più sicuro e più solido, fino a guadagnarsi la considerazione di aziende monstre del calibro di MassMutual, MicroStrategy e Stone Ridge.

Ma, attenzione, se questa classe di attori e altri come loro dovessero perdere interesse le cose potrebbero prendere una brutta piega velocemente. JPMorgan Chase afferma quindi che le partecipazioni di Grayscale in Bitcoin sono passate da circa 2 miliardi di dollari all’inizio dell’anno a circa 13,1 miliardi di dollari. Dunque, parliamo di un incremento di quasi sette volte da gennaio. Finora la società ha raccolto in media ogni mese più o meno 1 miliardo di dollari per investimenti BTC.

Speriamo che non ci sia mai un calo dell’interesse

Al momento, secondo gli analisti di JPMorgan, le cose sarebbero ok. Dicono che le manovre di acquisto delle istituzioni alla fine hanno fatto in modo che le oscillazioni negative dei prezzi si siano rivelate contenute ed è quasi impossibile per Bitcoin scendere in picchiata, per cui anche se la pressione in acquisto dovesse cedere, i trader potrebbero comunque aspettarsi un nuovo rebound del prezzo di Bitcoin simile a quello dei primi sei mesi del 2019, da 3.500 a oltre 13.500 dollari, o a quello del 2020, da 10.000 a 20.000 dollari in due mesi.

Di Vincenzo Augello