JPMorgan: le istituzioni su Bitcoin solo per far soldi

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Negli ultimi mesi, Bitcoin ha vissuto un rally storico, come nessun altro in precedenza. L’asset ha superato 41 mila dollari, così sono saltate fuori tante e diverse previsioni su ciò che può fare BTC.

Bitcoin potrebbe sorprendere

Una delle tesi maggiormente accreditate che circolano in Rete è che le istituzioni giudicano ora la cripto sotto una luce completamente differente rispetto a qualche anno fa, molto più positiva. Si tende a valutare la moneta virtuale una categoria di strumento di copertura paragonabile a quella dell’oro, in grado di mantenere il potere d’acquisto e i patrimoni privati nei periodi di turbolenza economica. D’altra parte, l’inflazione in crescita e l’economia globale sotto pressione a causa della pandemia da Coronavirus, rafforzano queste tematiche.

Tuttavia, per altre fonti, l’attuale narrativa non è del tutto corretta. Infatti, secondo JPMorgan e la società di analisi e vigilanza delle Blockchain, Chainalysis, spiegano che, sebbene alcune istituzioni abbiano effettivamente preso parte al mercato di Bitcoin, queste rappresentano solo una frazione limitata rispetto all’entità totale delle transazioni. Inoltre, i large trader investono su BTC per motivi specialmente speculativi e non perché o come riserva di valore.

Se le cose stessero così, deluderebbe che dopo oltre un decennio Bitcoin non sia andato al di là di una FOMO, a quel punto leva unica e capace di lanciarlo all’attenzione generale. In verità, l’euforia di massa nel vedere tanto in alto il prezzo della regina delle criptovalute, già da qualche tempo, ha fatto in modo che molte aziende, risparmiatori e investitori privati stanno cominciando a considerare BTC come qualcosa di più, come uno strumento finanziario che può contribuire alla difesa del proprio portafoglio.

Aggiungono però gli analisti di JPMorgan:

Riteniamo che una componente significativa dei flussi istituzionali dello scorso anno in Bitcoin rifletta le intenzioni degli investitori speculativi che cercano di gestire in prima linea altri investitori istituzionali con denaro reale

Gli operatori della banca d’affari americana in proposito tirano in ballo i denari stanziati presso Grayscale Bitcoin Trust, che appartengono perlopiù a società ad alta tecnologia e a startup invece che ad aziende consolidate nel tempo. Di conseguenza, la maggior parte dei bitcoin mossi in questa fase si basa su contratti ad esecuzione differita piuttosto che sull’asset stesso.

Gli analisti precisano inoltre:

L’aumento vertiginoso dei future BTC è una dimostrazione di questo flusso istituzionale speculativo. Infatti, i bitcoin future, sono il veicolo preferito dagli investitori speculativi e registrano un forte aumento dell’interesse nelle ultime settimane

Il ritardo di una chiara regolamentazione resta un problema

Per Jesse Spiro, responsabile di Chainalysis, uno dei problemi maggiori è che gli attori istituzionali sono ancora preoccupati di una lacuna normativa, motivo per cui tendono verso BTC con un profilo speculativo e commenta:

La regolamentazione in sé non limita gli investitori istituzionali. E’ la percezione di mancanza di chiarezza normativa che li limita nell’azione

Di Vincenzo Augello