La BCE attacca Bitcoin e le Criptovalute

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Il Presidente della BCE Christine Lagarde poco più di 48 ore fa ha espresso il suo pensiero su BTC, sostenendo in un’intervista alla conferenza Reuters Next che l’asset deve essere regolamentato a “livello globale”.

La regolamentazione di Bitcoin

Secondo il capo della Banca Centrale europea, Bitcoin ha fornito la possibilità a troppi di commettere una serie numerosa di reati, come il riciclaggio di denaro sporco, la vendita di armi, droghe ecc… Pertanto, senza una regolamentazione planetaria queste attività criminali non potranno essere contenute. Il governatore ha affermato anche che la criptovaluta più famosa al mondo non è una moneta ed è solo un “asset altamente speculativo che ha spinto ad un’allegra gestione del trading, portando a riprovevoli attività di riciclaggio di denaro“.

In effetti, uno dei problemi più seri per Bitcoin è l’essere tuttora molto vulnerabile alla volatilità del suo prezzo, d’altronde è quest’ultimo l’aspetto per cui l’insigne transalpina sostiene che BTC non è una valuta valida. Con le esplosioni improvvise dei prezzi di Bitcoin degli ultimi mesi certamente la capitalizzazione della regina delle cripto è molto esposta. Però tutta questa volatilità è benedetta dai trader e sta offrendo agli operatori finanziari esperti tante opportunità, in un periodo persistente di crisi economica mondiale.

In stesura, la moneta virtuale basata su blockchain è scambiata circa 3.000 dollari in meno rispetto ai suoi recenti 41 mila e passa dollari, primato di tutti i tempi, circa il 20 % in meno sulla scorsa settimana.

Lagarde commenta:

Ci sono state indagini giudiziarie che sono sicura continueranno a svolgersi e che dimostrano molto chiaramente i riflessi che Bitcoin ha sulla criminalità online. Ci deve stare una regolamentazione e questa deve essere applicata e concordata a livello globale perché se c’è un modo di agire, quel modo di agire sarà utilizzato

Lagarde menziona e inoltre conferma che una regolamentazione completa di Bitcoin non è un obiettivo raggiungibile dall’alba al tramonto. Dice che probabilmente sarà prima implementata dal G7 e da lì si sposterebbe al G20, per poi aprire la strada a diversi altri paesi e nazioni.

La regolamentazione di Bitcoin in realtà è una spada a doppio taglio. Da un lato sarebbe necessaria, dall’altro no. La moneta si sta diffondendo senza guardare a un domani e oggi assistiamo sempre più spesso al fatto che la gente fa di tutto per metterci le mani sopra, per questo la criminalità informatica che circonda Bitcoin e le cripto è dilagata negli ultimi anni.

Allo stesso tempo, la regolamentazione urta completamente contro la deontologia e l’idea nativa di cripto-moneta, che ab origine è pensata per essere totalmente decentralizzata e a disposizione di chi la usa. In definitiva, le criptovalute sono altro dalle valute fiat, gli asset cifrati privi di corrispondente fisico non sono progettati per essere controllati da banche o istituzioni finanziarie standard.

La regolamentazione può danneggiare BTC

D’altra parte, le divise virtuali e i token aumentano e si modificano a seconda di come la gente li vuole e li usa, e l’accettazione è alla base della legalità dei denari. Questo è ciò che conferisce a Bitcoin legittimità e potere, e la regolamentazione potrebbe facilmente penalizzarlo, trasformandolo in qualcos’altro.

Recentemente, la Federal Reserve ha proposto nuove regole che richiederebbero a coloro che partecipano a transazioni criptate di valore superiore ai 3.000 dollari di rendere nota l’identità; è chiaro che con questa norma la privacy di trader, investitori e risparmiatori sarebbe fortemente compromessa.

Di Vincenzo Augello