La blockchain e la politica nel XXI secolo

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Si potrebbe avere l’impressione che il futuro del nostro paese, se non del mondo, dipenda dalla qualità e dalle ideologie dei governi, imponendosi dall’alto verso il basso. In realtà si tratta di un imprinting generato dalle idee comuni che pervadono quasi sempre i pensieri della gente.

Durante le ultime legislature non è mai stata detta una parola sulla tecnologia digitale e nessuno si è mai avvicinato neanche per sbaglio alla DLT (Distributed Ledger Tecnology), dove si entra nell’ambito dei Database Distribuiti o Registri Distribuiti, ovvero nelle nozioni di Ledgers (Libri Mastro) che possono essere aggiornati, gestiti, controllati e coordinati non più solo a livello centrale, ma in modo distribuito, da parte di tutti gli attori della Rete.

Non c’è mai stato una politico che abbia anche solo menzionato l’invenzione di una moneta completamente privata che vive su internet e che funziona senza le banche. In realtà è emblematico come la struttura della tecnologia dei nostri giorni abbia capovolto il modello di ciò che fa girare la società e di ciò che spinge la storia ad avanzare. Non dovrebbe essere difficile intuire che presidenti, partiti e politici siano soggetti attivi che vanno e vengono; quello che invece persiste e continua ad evolvere, a prescindere dai movimenti e dalle tendenze politiche, sono gli strumenti che utilizziamo tutti i giorni per migliorare l’esistenza.

E’ qui dunque che dovremmo concentrarci. Anche se ancora non posso dire di essere anziano, questa lezione mi è stata inferta dal tempo. A tutti quelli come me che vivono i passi avanti fatti delle scienze informatiche e respirano la forza di Bitcoin e delle innovazioni prodotte dall’economia digitale, il progresso potrebbe sembrare lento. Tuttavia, in base agli standard storici, il tempo trascorso dalla generazione del primo bitcoin è stato estremamente veloce. Tutto sommato solo quest’anno abbiamo festeggiato il decimo anniversario da quando ha iniziato a depositarsi sugli hardisk. E mentre le giornate scorrono veloci, la consapevolezza della pura meraviglia di questa nuova concezione di moneta colpisce sempre più persone.

La blockchain non sostiene soltanto le criptovalute, ma è anche un sistema formidabile per legare assieme, documentare e negoziare pacchetti immutabili di qualsiasi tipo di informazione, che possono comprendere contratti, titoli di proprietà o qualsiasi altra forma umana di accordo, indipendentemente dalla collocazione geografica. Gli individui dietro la catena a blocchi sono assolutamente brillanti, di questo statene pure certi, ma non sono in alcun modo collegati al potere. Bitcoin e le criptovalute come i tokens, che non hanno una blockchain proprietaria, non sono stati creati dalla Fed e dal dicastero del tesoro. I nerds alla base di queste innovazioni non hanno chiesto a nessuno il permesso di scrivere un codice sorgente in grado di migliorare le sorti di un intero pianeta; confidano semplicemente nel mercato, vale a dire sulle persone, per determinare il successo o la perdita di un’occasione davvero importante. (Di Vincenzo Augello).