La cassetta degli attrezzi del Trader: gli Spike

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La grafitazione a candele trova posto nella cassetta degli attrezzi del trader in quanto rivela delle informazioni importanti sulla relazione tra domanda – offerta del prezzo e talvolta sulla volatilità imminente, come nel caso degli stoppini, definiti dalla letteratura dei grafici finanziari anche ombre o spike. Gli spike provocano un’improvvisa inversione di tendenza senza alcun segnale anticipatore grossomodo nell’80% dei casi e sono quasi sempre accompagnati da un’esplosione dei volumi di scambio.

GLI SPIKE SONO DI DUE TIPI:

Spike bottom, in cui il prezzo sta scendendo in modo persistente, ma improvvisamente gira rapidamente al rialzo cominciando una veloce risalita.

Spike bottom

Spike top, in cui il mercato sta salendo con forza, ma il prezzo inverte improvvisamente al ribasso cominciando una pesante flessione.

Spike top

Sui cambi, entrambe le inversioni possono essere prodotte dalle news di natura macroeconomica significative, come gli annunci delle Banche Centrali, tuttavia sono spesso frutto della manipolazione dei market maker.    

Nello spike bottom, dopo una fase di massima tensione e pessimismo qualcosa fa girare il mercato, provocando una chiusura frettolosa delle posizioni in vendita aperte dai traders che puntavano su un’ulteriore discesa del prezzo. Nello spike top, invece, si passa da un eccesso di ottimismo ad un’inversione short della quotazione: si assiste dunque ad una repentina chiusura delle posizioni in acquisto che alimenta il crollo del prezzo e il sell-off.

Questa tipologia di figure grafiche può tornare utile come conferma di un trading setup per effettuare un’entrata o piazzare uno stop loss, quando si produce un segnale in un punto di confluenza con altre configurazioni determinate soprattutto dalla volatilità storica e implicita.   

Di Vincenzo Augello