La fine del mining non è la fine di Bitcoin

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Una notizia dirimente ha recentemente scosso le comunità di nerds e bitcoiners: l’85% della fornitura mondiale di Bitcoin è stata estratta. In realtà, è semplicistico interpretare questi dati come una cattiva notizia. Sembra troppo simile a “la fine di Bitcoin è vicina”, e suggerisce un tono di sventura per le aziende che dipendono dalla popolare valuta digitale per funzionare. A mio avviso non ci muoviamo verso la fine di Bitcoin ma verso l’inizio di una possibile rivoluzione sociale ed economica. Dal punto di vista finanziario consideriamo che le Banche Centrali in tutto il mondo stanno facendo a gara l’una contro l’altra per svalutare le loro valute e Bitcoin (BTC) sembra dimostrarsi una valida copertura contro queste precipitose politiche monetarie. Abbiamo sempre saputo che un giorno non avremo più Bitcoin da minare. L’offerta di questa moneta è stata trasparente fin dal primo giorno e la quantità di 21 milioni di unità è codificata nel software implementato sulla Rete. Bitcoin è meravigliosamente trasparente nel suo funzionamento. Dipende da un meccanismo quantitativo gestito matematicamente chiamato “blockhalving” che permette di sostenere il suo valore nel futuro. Il blockhalving riduce la ricompensa per l’estrazione di nuovi BTC del 50% ogni 210.000 blocchi. La produzione attuale è a 1.800 BTC al giorno e rimarrà tale fino al prossimo blockhalving nel maggio 2020. Sapendo ciò, possiamo calcolare che bisognerà attendere fino al 2140 perché i miners possano estrarre l’ultimo Bitcoin. E’ vero quindi che pur avendo estratto l’85% della valuta criptata più popolare al mondo, ci vorranno ancora più di cento anni per raggiungere il 100% dell’estrazione e, anche dopo questo punto di non ritorno, i minatori avranno ancora la possibilità di generare reddito. Si passerà semplicemente dalla soluzione di complicati problemi matematici che creano nuovi BTC, alla soluzione di articolati algoritmi che confermano le transazioni sulla rete, raccogliendo le ricompense sotto forma di spese di transazione per il ruolo di supporto alla rete blockchain di Bitcoin. In effetti, quando Bitcoin raggiungerà la piena maturità con 21 milioni di BTC in attivo, ci saranno un gran numero transazioni da elaborare attraverso i computers in tutto il Pianeta. Non sarà la fine, sarà un nuovo inizio in cui la moneta crittografata sarà molto più ordinaria e meno rivoluzionaria. L’estrazione di Bitcoin continuerà per un bel po’ di tempo e non tutto quello che accadrà può essere oggetto di previsione. Con il 15 per cento della fornitura totale rimanente, la comunità è ancora in grado di generare circa 3.150.000 BTC prima che le attività di mining  siano veramente terminate. Peraltro con il prezzo di BTC che ultimamente viaggia intorno i 9.500$, ci sono più di 31 miliardi di dollari in palio ai prezzi di mercato attuali. Non c’è modo di sapere come questo valore cambierà in futuro ma vale probabilmente la pena rischiare in quest’ambizioso progetto. Il Bitcoin mining è certamente diverso con il 15 per cento dell’offerta rimanente rispetto agli inizi  quando c’era ancora il 100 per cento da minare. Oggi sono necessari hardware ad elevata potenza per competere con le operazioni commerciali centralizzate di estrazione. Queste società pagano meno per l’elettricità che alimenta i loro calcolatori e ne gestiscono molti in una rete combinata. Così alcuni miners  prendono tuttora in considerazione l’acquisto di un dispositivo ASIC per avere la possibilità di guadagnare un po’ di Bitcoin per conto proprio, oppure noleggiano l’accesso ad hardware esterni sovralimentati ingaggiando una società di cloud mining. In sintesi, se alcuni hanno avvertito un pizzico di sventura sulla fine prossima del mining, allora sono convinto nel dire che non ci sono invece validi motivi di preoccupazione. Anzi credo che questo sia un ottimo momento per analizzare e studiare più a fondo il nuovo fenomeno valutario e costruire una conoscenza più completa di Bitcoin e delle altcoin. Tutto il sistema decentralizzato funziona esattamente secondo il suo disegno originario e molti tra nerds ed appassionati di informatica applicata al fintech e alle nuove frontiere dell’economia hanno solo bisogno di capire dove può inserirsi questa materia. Perdonatemi l’analogia poetica ma per Bitcoin sarà come abbattere l’ultimo l’albero di una foresta che ha cambiato tante foglie ma ha conservato le radici per la sua rinascita. (Di Vincenzo Augello)