La professione di Trader

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Prima di cominciare a fare trading in modo serio è il caso di chiedersi perché si decide di fare questo lavoro. La domanda è importante e non va sottovalutata, perché se l’unica risposta è i soldi, i presupposti sono sbagliati. Se ci si fissa sul denaro si rischia di cadere nell’errore che magari si è fatto con il lavoro precedente, con la conseguenza di ritrovarsi insoddisfatti e con un guadagno inferiore alle aspettative. In questo tipo di attività ci sono momenti esaltanti, ma anche situazioni di delusione e profonda riflessione personale. Ecco perché il lavoro del trader dovrebbe essere preso in considerazione soprattutto per il piacere che si ottiene dallo studio dei grafici. Personalmente analizzo quotidianamente i prezzi degli strumenti finanziari che commercio, mi piace fisicamente e mentalmente studiare i mercati ed aprire posizioni su configurazioni grafiche che ritengo valide. Credo quindi che esercitare questa professione in ufficio o nel proprio studio debba fornire in primo luogo piacere, il profitto deve essere solo un effetto scontato. Il percorso di formazione è molto impegnativo, tuttavia una volta a “regime”, cioè quando si saranno assimilati gli aspetti tecnici fondamentali, l’attività finanziaria offrirà al trader un privilegio significativo, che pochissimi lavori permettono, ossia avere più tempo libero da dedicare alla propria famiglia, ai figli, allo sport, ai viaggi e a qualunque altra cosa lo renda felice o lo gratifichi. L’attività del trader è un lavoro qualitativo e non quantitativo. Non esiste una corrispondenza tra le ore passate davanti ai computer e l’ammontare dei guadagni. Anzi spesso è il contrario. Il mercato si muove in modo autonomo ogni giorno, non ha interesse se noi guadagniamo o perdiamo, non è nostro amico, né nostro nemico; quando prende il nostro stop loss, non è felice né triste. Le quotazioni si muovono secondo determinate regole note ai trader professionisti; il trader deve analizzarle a fondo, con giustificata motivazione, perché senza determinazione ed umiltà è più difficile raggiungere obiettivi in quest’ambito così competitivo. Un ultimo elemento, ma non per questo meno importante, è la “cura” ed il “controllo” della propria mente, in modo tale da risultare sempre il timoniere della propria situazione finanziaria senza mai lasciarsi travolgere dagli ineludibili imprevisti e contrattempi di chi tratta strumenti finanziari a più alto rendimento.  (Di Vincenzo Augello)