La Rete fa il prezzo

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La gran parte delle fonti di informazione induce il trader privato a credere che l’analisi tecnica produca delle opportunità di investimento. Se dessimo retta a tutte le società di brokeraggio e di prodotti software sarebbe sufficiente affidarsi agli indicatori per garantirsi guadagni straordinari. In realtà, i programmi che possono trovarsi in Rete e sulla maggioranza delle piattaforme di trading sono soltanto un modo per comprare basso e vendere alto valido 20-30 anni fa.

Tuttavia è di vitale importanza conoscere l’analisi grafica tradizionale, che poi non è cosi lontana dall’analisi della volatilità implicita indotta dai titoli del cambio; il punto è che le semplici tecniche di breakout che hanno fatto la fortuna degli operatori finanziari negli anni ’90 oggi non possono rendere allo stesso modo, è follia solo pensarlo. La ragione sta nella predominanza del trading algoritmico e automatizzato: ogni pattern, ogni strategia basata sulle figure grafiche o sull’incrocio di medie impostate su qualsiasi timeframe viene riconosciuta in meno di un nanosecondo dal microprocessore istituzionale che legge e sfrutta i dati della rete interbancaria. Il mercato dei cambi, di fatto, è gestito elettronicamente all’interno di una rete di banche continuamente 24 ore su 24.

Questo fenomeno risulta chiaro attraverso sviluppi e simulazioni in backtesting che mostrano come tutti i set-up classici e le tattiche basate sui grafici generino risultati insignificanti e praticamente casuali. Anzi, questi metodi di trading ancora oggi reclamizzati producono profitti assolutamente inferiori (se non negativi) rispetto alle regole buy and hold del cassettista. La cosa scandalosa è che in quanto piccolo operatore privato non c’è limite al numero di portali e servizi online che ti dicono che sei preparato ad affrontare i mercati finanziari, un’arena che richiede invece competenze di livello altissimo.

Dicono di “fare trading con fiducia” chi alla fine aggiunge il danno alla beffa ! I profitti dal trading non possono essere comprati e nessun indicatore è in grado di erogarli, ma possono essere ottenuti imparando a fare finanza mediante un sistema aggiornato che tenga conto di una logica operativa basata soprattutto sulla velocità d’esecuzione e l’ampio mercato gestito dalla grande speculazione. In altre parole, credo che l’arte del trading sia nella capacità di lavorare in modo originale, in base a scenari teorici creati da noi, di cui nessun altro è al corrente, ragionando in maniera anticonvenzionale, sfruttando le inefficienze generate dal mercato dei derivati.    

Potrebbe servire un paragone nell’ambito medico: sia la medicina che l’analisi tecnica non sono scienze esatte, in quanto non esiste una correlazione diretta e costante tra causa ed effetto. In entrambe c’è una componente soggettiva e qualitativa che non può essere negata quando viene sostenuta dall’esercizio, dall’esperienza e dalla conoscenza.

Di Vincenzo Augello