La ricerca della razionalità

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L’esito di ogni operazione di trading non rispetta necessariamente la relazione: maggiore preparazione = maggiori guadagni. Le decisioni di un trader infatti non sono supportate solo dalle sue conoscenze ma anche da aspetti di natura psicologica, per cui una mente non ancora ben allenata più facilmente può subire i condizionamenti del suo inconscio o che derivano da stati interiori dell’anima, assumendo posizioni irrazionali, vanificando quanto appreso fino a quel momento sulla finanza e il trading.   

In linea di massima, un operatore di borsa esperto recupera tutte le informazioni possibili da un grafico, le confronta con il materiale a sua disposizione e gli elementi di tipo fondamentale legati allo strumento finanziario sul quale intende investire, che infine dimensiona sotto forma di profitto potenziale attraverso le sue conoscenze tecniche in materia.   

Più si ha esperienza e più l’ordine di apertura di una posizione a mercato dato al broker verrà determinato dalla logica e non dalle emozioni, che risultano quasi sempre una variabile di contrasto alla possibilità di guadagnare dai mercati.

E’ probabile dunque che un esame intimo della propria personalità e del proprio modo di vedere le cose faccia parte di uno sviluppo successivo e di una crescita come trader, in modo da capire come le emozioni generate dal trading possono influenzare la razionalità. D’altra parte ogni persona è diversa da un’altra, per cui davanti allo stesso grafico ognuno coglie sfumature diverse fino a rischiare di prendere decisioni operative in netta antitesi con il metodo.

Allora è facile intuire che l’obiettivo mentale al quale un trader dovrebbe tendere durante tutta la sua carriera è quello di avere al desktop uno schema logico predeterminato, perché l’innata fragilità umana a volte proverà a condurlo sulla strada sbagliata, a fare operazioni errate e quindi a perdere soldi.

Di Vincenzo Augello