La SEC prepara regole “segrete” sulle criptovalute

Lettura 3 minuti


La Securities and Exchange Commission ossia la S.E.C., pari alla Consob in Italia, progetta di introdurre regole sulle criptovalute che potrebbero consentire ai regolatori di vigilare sulle attività degli exchange centralizzati e sulle piattaforme DeFi.

La SEC pianifica di regolare la finanza 3.0

Secondo il commissario della SEC Hester Pierce, conosciuta pure come “Crypto Mom” per la sua fede indefessa in Bitcoin, l’atteggiamento dell’organo di vigilanza statunitense mette a rischio l’intera industria delle coin digitali, perchè in realtà una serie di regolamenti saranno indirettamente imposti al mondo cripto.

Questa nuova serie di direttive sarebbe introdotta in un documento di 654 pagine che, sorprendentemente, non menziona mai le criptovalute. Tuttavia, la verbosità ridondante del testo lascerebbe spazio ad applicazioni per analogia delle norme.

Leggi quindi “ad ampio spettro”, che presumibilmente si applicherebbero anche alle valute delle blockchain, consentendo in questo modo alla S.E.C. di monitorare l’operato delle società finanziarie che lavorano con le criptovalute.

In una e-mail, Pierce ha spiegato:

La proposta include un linguaggio molto espansivo, che, insieme all’apparente interesse della presidenza nel regolare tutte le questioni cripto, suggerisce che potrebbe essere usata per regolare le piattaforme digitali. La proposta potrebbe raggiungere più tipi di meccanismi del trading, inclusi i protocolli DeFi

Secondo Gary Gensler, a capo della S.E.C. al contrario, le nuove regole sono state ideate per colmare quanto in realtà è un “vuoto normativo” generato dal proliferare delle piattaforme di trading non regolamentate.

Pierce, invece, è convinta che quanto propone il timoniere della Securities and Exchange Commission sia soltanto una scusa del governo USA per ficcanasare sul lavoro di trader, investitori e imprese intermediatrici, ed ha  commentato:

La definizione espansiva che viene proposta per gli exchange coprirà un sacco di potenziali piattaforme che non hanno necessariamente pensato che sarebbero state garantite, ciò sia nei settori di tutela tradizionale sia in quelli cripto

D’altra parte, con un’intervista dell’anno scorso, Gary Gensler ha spiegato che le piattaforme per il trading decentralizzato non dovrebbero essere esentate dai regolamenti di mercato, dicendo:

Anche se sono decentralizzati, senza un’entità centrale al vertice, i progetti DeFi che premiano i partecipanti con incentivi o token digitali possono entrare in un territorio soggetto alla regolamentazione della S.E.C.

I politici sanno davvero cos’è Bitcoin ?

I regolatori governativi sotto la presidenza Biden negli Stati Uniti parrebbero dunque determinati a ficcare il naso nel mondo cripto, il tutto con strategie di norme dissimulate che, in via indiretta potranno colpire la crescente economia digitale.

Un esempio è la legge sulle infrastrutture dell’anno scorso che oltreoceano ha ben poco a che fare con le infrastrutture. Piuttosto contiene diverse disposizioni che includono anche le criptovalute.

Una di queste disposizioni richiede a tutti coloro i quali tradano cripto per un valore superiore a 10.000 dollari di segnalare le attività di scambio all’Internal Revenue Service (IRS). Una palese invadenza della privacy.

Di Vincenzo Augello