La speculazione sulle valute e l’arte del trading

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Perché abbiamo deciso di fare trading sulle valute ? Evidentemente perché supponiamo di poter prevedere la direzione futura della quotazione di un cambio e automaticamente trarne un guadagno. A tal proposito, però, sono più i casi dei trader indipendenti che sbagliano che di quelli che ci azzeccano. Recenti ricerche, fatte da alcuni dei broker più noti al mondo, confermano quanto era stato già evidenziato da Terrance Odean, presidente del gruppo finanziario presso la Haas School of Business a Berkeley, nel suo capolavoro, The American Economic Review del 1999, da cui se ne ricavava che gli operatori privati tendono a chiudere le posizioni in profitto troppo presto, mentre sono soliti mantenere quelle perdenti troppo a lungo.

E’ chiaro che potremmo fare meglio e studi di questa portata dimostrano una sostanziale difficoltà del trader domestico di prevedere la direzione del mercato di base, gestito dai market maker e dalla finanza istituzionale, nel breve e medio periodo. Nel lungo periodo le cose migliorano, ma spesso gli operatori retails sono costretti a lunghe attese prima di recuperare i falsi trends indotti dalla manipolazione dei prezzi. Ciò nonostante, nel forex, cercare di operare in sintonia con la direzione del mercato dei titoli dovrebbe rimanere il più importante tra gli obiettivi di analisi. Grazie a questo tipo di avvicinamento e grazie agli strumenti di analisi tecnica, quasi sempre si riesce a ridurre l’esposizione al rischio del proprio capitale di trading, sapendo quando operare, quando restare flat e da quale parte del mercato posizionarsi.

Il tutto, attraverso una sintesi estrema, potrebbe tradursi nell’operare meno sull’onda degli indicatori quantitativi e farlo quando ne vale veramente la pena. E’ questo forse uno dei principali fondamenti del trading operativo. D’altro canto, Pablo Picasso diceva: “I computer non servono a niente: possono soltanto dare risposte.”  E da un genio creativo come lui non ci si poteva aspettare un pensiero differente, anche se l’artista spagnolo voleva dire, credo, che le risposte servono a poco se prima non si desidera conoscere qualcosa di specifico. Il trading è e rimane un’arte, ed è la volontà di conoscere e capire che aiuta la nostra creatività e ciò che possiamo realizzare con essa.

Di Vincenzo Augello