L’adozione della blockchain da aziende come Brave porterà ad una Rete decentralizzata ?

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Facebook, Google e Amazon non solo rappresentano tre delle cinque più grandi aziende tecnologiche del pianeta, ma si trovano spesso alla radice di una serie di scandali sulla privacy e sui dati.  La protezione dei dati individuali è diventato un argomento scottante. Ciò è dovuto alle notizie trapelate sul modo in cui i dati vengono estorti da alcuni di questi colossi del web, che attirano miliardi di utenti ogni giorno sui loro portali. Le informazioni su abitudini e comportamenti online sono diventate il nuovo petrolio, il loro valore cresce continuamente e le società che le ricavano da anni sono ben consapevoli del potere che esercitano con esse.

La trasformazione dei dati come merce vitale è una conseguenza del progresso della tecnologia. E così, anche la protezione e la loro valorizzazione si è evoluta negli ultimi tempi. Ora siamo in una fase in cui i dati personali sono fortemente utilizzati dai servizi forniti da società come Google, Facebook e Amazon. Per rimanere al top, queste grandi aziende hanno iniziato a guardare al futuro. In questo sguardo al futuro hanno identificato la tecnologia Blockchain come una implementazione che seguirà la prossima evoluzione di internet: il Web 3.0.

Il decentramento su Internet è un concetto affascinante che sta guadagnando terreno. Toglie potere e influenza figure centralizzate e centralizzanti come Facebook e Google. Il vantaggio per gli individui è evidente, soprattutto in un’epoca protezionistica, ed il fatto che queste aziende siano sul punto di dotarsi di piattaforme decentralizzate significa che potrebbero contribuire alla scomparsa del fenomeno della raccolta e dell’accumulo di dati altrui.

Tim Berners Lee, inventore del World Wide Web, è convinto, avendo originariamente creato il web come uno strumento decentralizzato, che la Rete dovrebbe tornare alle sue origini e ai suoi fondamentali.

Sir Timothy John Berners-Lee è l’informatico britannico inventore nel 1989, insieme a Robert Cailliau, del World Wide Web

Così ha detto Tim qualche giorno fa:

L’individuo è stato incredibilmente sopravvalutato. Tutto prima si basava sul fatto che non c’era un’autorità centrale da cui bisognava andare per chiedere il permesso. Quella sensazione di controllo individuale, quella responsabilizzazione, è qualcosa che abbiamo perso oggi..

Facebook e Google sono pronti a sostenere il Web 3.0 ? Sono disposti a piegarsi ad un potenziale cambiamento che chiede una Rete decentralizzata? Potrebbe essere questo un modo per espiare le loro colpe e per sopravvivere in mezzo agli scandali sui dati di cui sono e sono stati protagonisti ?

In tanti crediamo che tutto questo accadrà nella prossima generazione internet, finalmente decentrata, e anche Facebook probabilmente si adeguerà, soprattutto quando lancerà la sua moneta virtuale Libra e in tal caso potrebbe prendere spunto dall’ecosistema sul quale è costruito Brave.

Catherine Corre, responsabile per le comunicazioni di Brave software, ha spiegato:

Brave si allea con gli utenti per dare loro ciò che vogliono in termini di velocità e privacy, senza gli intollerabili compromessi sull’esperienza dell’utente che derivano dai conflitti di interesse commerciale della maggior parte degli altri browser tra ciò che gli utenti vogliono e ciò che le loro aziende o partnership ad-tech richiedono

La privacy poteva essere un concetto di nicchia quattro anni fa quando abbiamo iniziato, ma la privacy di default genera ora un enorme interesse. Brave browser mette gli utenti al primo posto nella proprietà e nel controllo dei loro dati

Download Brave browser

Di Vincenzo Augello