Le misure di sostegno all’economia favoriscono Bitcoin ?

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Nuove e aggiornate indagini di mercato indicano che un secondo ciclo di politica monetaria non convenzionale sarebbe in grado di sostenere il prezzo di Bitcoin. In effetti, i fondi direttamente erogati ai consumatori, dopo che la pandemia da Coronavirus aveva colpito duramente i mercati globali, ha innescato il graduale rimbalzo dei prezzi della cripto più capitalizzata, scesi a marzo fino a 3.000 dollari.

La valuta basata su blockchain ha faticato rispetto ad asset tradizionali più liquidi e al mercato azionario. Tuttavia, molte persone, nel corso del tempo, hanno iniziato a guardare BTC sotto una luce diversa, traducendo la criptovaluta come un bene rifugio alternativo alla pari di uno strumento di copertura dai rischi di crisi economica che depotenziano i capitali privati.

Da allora Bitcoin ha superato la soglia degli 11.000 dollari, raccogliendo circa 8.000 dollari in  sette mesi e a un certo punto è stato scambiato ben oltre i 12.000 dollari. La valuta virtuale ha mostrato notevoli performance e anche la reputazione alla vista degli osservatori è migliorata, tanto che in fase di scrittura quota 11.480 dollari.

Non è da escludere che la prima serie di stimoli a sostegno dell’economia americana concessi ad aprile e confermati a maggio di quest’anno abbiano favorito la risalita della moneta immateriale più conosciuta. Infatti, dopo l’approvazione degli assegni, gli americani in difficoltà si sono ritrovati un po’ di soldi in tasca, recuperando fiducia.

In sintesi, l’intervento pare aver contribuito a rendere Bitcoin più forte e più stabile. Tuttavia, dopo l’helicopter money anche il mercato azionario ha ricominciato a salire. Peraltro, l’amministratore delegato di Coinbase Brian Armstrong riferiva che l’exchange registrava acquisti su Bitcoin per un valore medio di circa 1.200 dollari, che poi è l’importo alla base delle misure di stimolo USA. In pratica, molti hanno utilizzato questi soldi per acquistare cripto e per accumulare un po’ di valore digitale al fine di tutelare i propri risparmi.

Un fiume di denaro guida il mondo

Gli Stati Uniti non sono risultati gli unici ad erogare fondi ai suoi cittadini. Lo stesso è avvenuto in Giappone e nel Regno Unito, così come in diverse aree dell’Unione Europea. Questa distribuzione globale di fondi ha aiutato Bitcoin a rinnovare alcuni traguardi già raggiunti in precedenza perchè gran parte del denaro di sostegno è stato risparmiato più che speso; spenderlo in verità era la vera ratio per cui era stato immesso in circolazione.

Questi soldi hanno aumentato la base monetaria mondiale per stimolare l’economia, ma sembra che il messaggio non sia stato interamente recepito. E’ credibile quindi che se una nuova serie di “assegni” dovesse entrare nei portafogli della gente, anche Bitcoin seguiterebbe a beneficiarne.

Di Vincenzo Augello