L’eco-browser Brave presto potrebbe valere miliardi di dollari

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Se qualcosa è utile probabilmente ha un valore. Questa ovvietà è il punto di riferimento di molti investitori del settore finanziario rumoroso e iperbolico. E’ il framework che seguo per trovare progetti blockchain validi, che siano in grado di restituire valore tangibile agli utenti. Questo mese, il team -Brave Software- ha raggiunto 10,7 milioni di user mensili attivi, un chiaro segnale che è stato prodotto uno strumento alternativo per la navigazione internet.

Ad aprile, quando ho cominciato a dare il mio contributo al progetto di Brendan Eich , ho concluso che l’ecosistema informatico generato dal team avrebbe potuto raggiungere un valore compreso tra i 2 e i 17 miliardi di dollari in un decennio se un numero sufficiente di persone avesse cominciato ad usare Brave. Pochi mesi dopo, la software house USA ha raggiunto risultati di adesione davvero incoraggianti. Tante aziende del settore hanno iniziato da una nicchia sparuta di simpatizzanti prima di trasformarsi in mainstream. Facebook era popolare tra gli studenti universitari prima di espandersi in tutto il pianeta fino al punto che ora i nonni lo usano più di noi.

La società californiana in aprile aveva 5,5 milioni di utenti attivi al mese, mentre a novembre ha superato abbondantemente i 10 milioni di utenti mensili, anche grazie alla sua estrema velocità di navigazione superiore di 3-6 volte rispetto agli altri browser.

Gli utenti attivi giornalieri sono triplicati negli ultimi 12 mesi, a 3,3 milioni.

L’ecosistema si sta espandendo ma si sta anche diversificando. Persone non proprio esperte in informatica o che ignorano gli obiettivi potenziali della catena a blocchi dove sono progettate le criptovalute, hanno iniziato a sperimentarlo. Pubblicazioni importanti come quelle del Guardian e del Washington Post hanno recentemente chiesto la verifica dei loro siti web e hanno iniziato ad accettare BAT come forma di pagamento.

La lista include altri nomi illustri come Khan Academy, Al-Arabiya e BodyBuilding.com. Il fatto che i site manager di ciascuna di queste imprese abbiano esaminato da vicino il progetto e abbiano deciso di passare attraverso il processo di verifica è una evidente affermazione di valore del gruppo statunitense.

Ciò nonostante, il prezzo di Basic Attention Token (BAT) è crollato a cominciare da quella che potremmo definire la bolla della crittografia del 2018. Attualmente, Brave ed il suo token nativo valgono 259 milioni di dollari, e credo siano davvero sottovalutati.

Sulla base del confronto con un rivale affermato ed un modello simile di business come Patreon, penso che l’infrastruttura digitale Brave valga di più del valore espresso in questo momento. Patreon è una piattaforma Internet che permette ai creatori di contenuti di realizzare il proprio servizio e di ricevere compensi per la propria attività editoriale. Secondo gli ultimi dati, Patreon ha 100.000 creatori che guadagnano in media 12 dollari a video/articolo da una comunità di 3 milioni di utenti attivi mensili. Ebbene, nel 2018 la società ha raccolto fondi per una somma di 450 milioni di dollari.

Nel frattempo, Brave ha triplicato il numero di editori, passati a più di 350.000 e il numero di utenti attivi mensili è salito a 10,4 milioni, ma il valore della società con sede periferica a Londra è inferiore del 43%.

Opera e Firefox di Mozilla sono i competitor più vicini a Brave

Come minimo, Brave dovrebbe valere quanto Patreon, attorno al mezzo miliardo di dollari. Sono convinto quindi che il potenziale sia ancora grande, se si considera soprattutto il fatto che Brave è un browser completo e non solo una piattaforma di crowdfunding. Per essere chiari, non sto dicendo che Brave strapperà il dominio ai grandi player come Google o Amazon. Tuttavia, se il progetto conquisterà anche solo l’1% del mercato, il navigatore cifrato potrebbe raggiungere una market cap di molto superiore al miliardo di dollari (6,64 per la precisione tra 6 anni) .

Questa personalissima previsione si fonda sulla fascia di mercato totale indirizzabile a Brave. Il browser infatti ha introdotto gli annunci pubblicitari sulla sua piattaforma e segna il suo ingresso nello spazio pubblicitario digitale, attualmente dominato dai colossi Google e Facebook, per un giro d’affari che potrebbe valere 664 miliardi di dollari entro il 2026. (Di Vincenzo Augello).

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