L’ex Merrill Lynch, David Rosenberg: “Bitcoin è una Bolla pazzesca”

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L’ex analista istituzionale ora presidente di Rosenberg Research sostiene che Bitcoin è prigioniero di una bolla. In un’intervista di qualche giorno fa l’esperto di finanza globale ha spiegato che le persone investono in Bitcoin semplicemente perché è la cosa da fare che il momento suggerisce. La gente dunque non avrebbe idea di cosa sia Bitcoin e di come funzioni o di chi l’abbia introdotto in finanza. Ha aggiunto inoltre che siccome la moneta sta salendo in tanti vogliono esserne coinvolti, senza nemmeno conoscere le specifiche di base di quanto in realtà è una classica bolla.

Ha infatti commentato:

Parli con la maggior parte delle persone e tutti mi chiedono di mettere i soldi in Bitcoin, ma non sanno nemmeno dirti chi è la persona che l’ha sviluppato o come viene emesso. È solo un classico effetto gregge, molto affollato, è una bolla pazzesca

Quello che preoccupa Rosenberg è la supply di Bitcoin. In un futuro non prossimo la blockchain BTC avrà immesso 21 milioni di unità nel suo ecosistema. In stesura circa 18,5 milioni di bitcoin sono già in circolazione, il che significa che ne restano poco più di due milioni prima che l’offerta Bitcoin si esaurisca. Dal punto di vista finanziario è importante che l’ultimo bitcoin non venga estratto fino al 2140, tra circa 120 anni.

Allo stesso tempo Rosenberg dubita che la cifra dei 21 milioni di unità rappresenti un’offerta prefissata, considerando che, secondo lui, ci sarebbero metodi per alimentare la supply. Per Rosemberg chiunque sufficientemente esperto potrebbe corrompere la base monetaria e creare più bitcoin, inficiando il parametro deflazionistico dei 21 milioni di BTC.

Ha chiarito in proposito:

Tutti sembrano credere che arriveremo a quel limite dei 21 milioni di bitcoin, ma non c’è davvero nulla nel protocollo che suggerisca che l’offerta di bitcoin non possa salire una volta raggiunto quel limite

L’analista americano, ex Merrill Lynch presso la sede di New York, non è il solo a dubitare dell’offerta meccanizzata di Bitcoin, anche se è l’unico a parlare di bolla Bitcoin in questi giorni. Tra gli scettici che dubitano della funzionalità e della forza di Bitcoin c’è anche l’investitore miliardario Mark Cuban, che in una recente dichiarazione ha detto che Bitcoin non è lo strumento di copertura che molti analisti vorrebbero farci credere.

Non è uno strumento di copertura ?

Dice:

Il mio pensiero resta lo stesso… Non importa che la community voglia far sembrare BTC una protezione contro l’armageddon, non lo è. I paesi tutti prenderanno le contromisure per proteggere le loro valute e le loro capacità di tassazione, quindi più la gente crede che Bitcoin sia qualcosa di più di una riserva di valore, più rischiano l’intervento del governo

In fase di scrittura un bitcoin vale 22.700 dollari e giganti della finanza mondiale sembrano pensarla diversamente.

Di Vincenzo Augello