Limiti delle combinazioni grafiche candlestick

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Le formazioni di candele sul prezzo da tempo hanno esercitato un certo fascino su molti di noi e sono state considerate segnali dei movimenti del mercato a breve termine. Di conseguenza, alle configurazioni di due, tre o quattro figure sono attribuite potenzialità predittive; purtroppo, però, i grafici spingono tanti trader principianti sulla strada sbagliata. Il punto è che la semplicità con la quale si possono acquisire punti di riferimento e regole “fisse” seduce gli operatori in erba e il più delle volte invece inganna.

La mia verità, che si basa sulle mie esperienze, è invece che gran parte delle regole promosse dai broker, dai canali mainstream media e dagli esperti in materia sono, nella migliore delle situazioni, nebulose, imprudenti, se non addirittura fraudolente. D’altro canto, al trader di medio/lungo termine  le formazioni candlestick servono a poco.

Vale la pena tener conto che esistono oltre 100 figure a candela, alcune delle quali rimangono oscure o molto infrequenti; peraltro, sul piano statistico, è dimostrato che un trader di successo padroneggiando solo una manciata di esse esegue le relative operazioni meglio del 99% degli altri partecipanti al mercato. Inoltre, i pattern a candela che restituiscono risultati apprezzabili si vedono di rado, il che rende difficile farvi ricorso in modo sistematico, acquisendo esperienza su di loro.

Le performance rilevate indicano, tra l’altro, che le perdite sono maggiori rispetto ai guadagni. All’atto pratico quello che le formazioni a candela promettono risiede soprattutto nelle inversioni di tendenza di breve periodo, tuttavia è la figura stessa che tende a bruciare molto del potenziale profitto dato dall’inversione, prima che il trader abbia la possibilità di entrare. Un operatore intelligente, a mio avviso, prima di mettere i propri soldi sul tavolo dovrebbe farsi questa domanda :” Che probabilità ci sono ?”. A dire il vero, nel momento in cui si fa trading rispondere a questa domanda è sempre più difficile di quanto si pensi.

Non scordiamocelo, il computer è un oggetto inanimato, siamo noi che dobbiamo pensare per lui e, quando si lavora con un software di back-testing che raccoglie tutte le formazioni candlestick nel suo database, non crediamo di aver a che fare con il computer di bordo dello Space Shuttle. Allora, forse, conviene trattare il grafico a candele come se fosse una componente della nostra configurazione di intervento sui mercati finanziari, non tutti i suoi elementi sono affidabili al 100% e non tutto può essere misurato matematicamente a causa delle inefficienze provocate dalla grande speculazione fatta con i derivati, considerando che ogni informazione dovrebbe essere utilizzata per aumentare il nostro vantaggio statistico.    

Di Vincenzo Augello