L’indice della paura ed il mercato valutario

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Esistono differenti modi per leggere il rischio di una operazione finanziaria: dal max drawdown fino alle misure di rischio a più ampio spettro come la volatilità. L’obiettivo della misura della volatilità è legato alla nozione della dispersione dei rendimenti e quindi al concetto di incertezza, è questo a darci un’idea su quanto guadagno/perdita possano fornirci in futuro i nostri trades. La volatilità sui mercati è necessaria, e ciò che deve interessarci è l’entità del suo valore. Per loro stessa natura le quotazioni dei cambi oscillano nel breve termine ed è praticamente impossibile avere un conto trading non volatile. Esistono, tuttavia, coppie di valute storicamente più “altalenanti” di altre, ma il VIX, il noto “indice della paura” può aiutarci a capire la situazione anche sulle valute.  

 Cos’è l’indice VIX ?

A livello mondiale, l’indice VIX è una delle misure della volatilità a breve termine, pari a 30 giorni, più conosciuta ed utilizzata dai traders. La sua formulazione si deve al Chicago Board of Options Exchange (CBOE) che, nel 1992 iniziò a sviluppare uno strumento di volatilità negoziabile basato sui prezzi delle opzioni sull’indice azionario statunitense S&P 500. Dal 1993 il CBOE pubblica in tempo reale i dati del VIX. Oltre a calcolare la volatilità storica di breve periodo, l’indice VIX può aiutarci a desumere la volatilità che gli operatori  finanziari si aspettano nei giorni successivi. In pratica, un incremento del VIX implica che gli investitori attendono un aumento della volatilità in futuro.

Il primo passo per sfruttare quest’indicatore è aprire il grafico che replica l’indice VIX. Il grafico appare composto da una serie di valori compresi da 10 a 90. Questi due numeri rappresentano gli estremi dell’indice e raramente vengono raggiunti. Nello specifico il VIX ha toccato quota 90 solamente una volta da quando è stato creato, nel 2009, ed ha anticipato la crisi finanziaria globale dei debiti sovrani che ha investito gran parte del mondo.

Indice VIX in data 20.09.2019

Come si interpreta il VIX ?

  • Se il VIX risulta pari a 20 o inferiore a questo valore, tendenzialmente i mercati azionari prenderanno una direzione rialzista.
  • Se il VIX si trova tra 20 e 40, il trend non è definito ed è meno probabile che i mercati dei titoli assumeranno una direzione al ribasso.
  • Se il VIX si trova sopra il valore 40, la volatilità è forte ed il rischio di una condizione di ribasso è molto alto.

Se fino ad un certo momento si è operato seguendo una determinata tendenza, l’esperienza sui mercati finanziari insegna che non sono mai da escludersi improvvise e brusche inversioni. Quindi, a prescindere da qualsiasi strategia si decida di eseguire, l’indice VIX andrebbe consultato ogni giorno, quantomeno per capire se esistono segnali di un possibile cambio del trend. Molti traders hanno approfittato spesso delle inversioni improvvise di volatilità per generare profitti considerevoli anche sul forex, sfruttando la correlazione diretta esistente tra i mercati azionari statunitensi ed il cambio EUR/USD, per cui ad un rialzo del VIX corrisponde la svalutazione del principale cambio valutario oltre alla rivalutazione dei beni rifugio come Dollaro USA e Oro. (Di Vincenzo Augello)