L’indice della paura guida il mondo

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La paura è l’unica cosa che dovremmo temere. La paura è l’emozione umana più devastante. Chi di noi si sveglierebbe mai alle quattro di mattina perché si sente felice ? La paura guida il mondo come non ha mai fatto in passato. Sui mercati finanziari è lo stesso ed è la finanza che governa il mondo non certo la politica. Il Vix, l’indice di volatilità, familiarmente chiamato da operatori e analisti  “indice della paura” ha generato e genera un incredibile ritorno in termini economici che più o meno regolarmente incassano grandi trader e Banche D’Affari. Si, dico più o meno, perché oggigiorno anche le Banche d’Investimento sembrano perdere colpi, a Francoforte ne sanno qualcosa. Ciò che misura il Vix è una presenza oscura che aleggia sui mercati e salta fuori puntuale nelle fasi più turbolenti della finanza mondiale. E’ in questi momenti che la paura degli investitori spinge l’indice su livelli sopra il 20, le quotazioni degli asset più esposti cominciano ad oscillare pericolosamente verso il basso ed un un outsider preparato batte il mercato.

L’ideazione del Vix  si deve al Chicago Board of Options Exchange (CBOE) e si basa sui prezzi delle opzioni sull’indice azionario statunitense S&P 500. L’indice VIX è un indicatore leading, ossia anticipatore e calcola la volatilità che gli operatori dei mercati dei titoli si aspettano nei giorni successivi. Un aumento del VIX implica che gli investitori si attendono un incremento della volatilità in futuro, stabilendo se il mercato si trova in una fase di Risk On o di Risk Off. In linea generale si compra EUR/USD nelle fasi di Risk On e si vende in quelle di Risk Off. Minore dunque è il valore del Vix e relativamente minore è il rischio che si assume il compratore del cambio nel medio periodo.

OPERARE SULLA VOLATILITA’

State per comprare un cambio forex ? Valutiamo prima anche la sua volatilità media. Cosa significa? Significa che, in un determinato arco temporale passato, il prezzo di quel cross ha oscillato intorno alla sua media in positivo o in negativo, con un range determinato dagli strumenti di analisi tradizionale. Personalmente trovo molto utile l’ATR (Average True Range), in quanto misura la tendenza della volatilità nel tempo.  In questo caso si parla di volatilità storica, la quale può darci un’idea della volatilità futura di una coppia di valute attraverso l’osservazione delle variazioni dei range di quotazione in periodi antecedenti alla data di stima. La volatilità storica e la volatilità implicita misurata dal Vix sono pertanto connesse, per cui la prima varia perchè nel tempo è variata anche la seconda.

L’ipotesi è che in generale la volatilità futura assumerà valori simili a quella registrata nel passato. Ciò può aiutare il trader nella sua attività previsionale, nella scelta del lato del mercato da assecondare e nel position sizing, ovvero nel dimensionamento della posizione di trading e quindi nella determinazione del rapporto rischio-rendimento. (Di Vincenzo Augello).