L’indice di correzione del Cot report

Lettura 3 minuti


Ogni venerdì sera il Cot report rilascia i dati relativi ai titoli che hanno posizioni aperte al rialzo e al ribasso, rispetto alla settimana precedente, oltre quelli in spread che invece comprendono le operazioni simultanee comprate e vendute detenute dagli operatori su una medesima valuta con scadenze differenti, tali da rappresentare una posizione netta pari a zero.

Le variazioni complessive pubblicate sistematicamente dalla Commodity Futures Trading Commission (C.F.T.C.) rappresentano l’ampiezza del mercato e una delle componenti derivate più significative di un rapporto di cambio. Dal loro studio si ottiene un indicatore leading (anticipatore) al fine di prevedere i punti di svolta e la direzione del mercato, come spesso riesce a fare l’algoritmo proprietario di questo sito, il CotIndex Oscillator.

Ora, l’analisi tecnica classica mette a disposizione del trader privato molti modi differenti per misurare l’ampiezza del mercato, solo che nel corso degli anni l’ingresso e la galoppante predominanza dei derivati sulle valute allo scoperto ha contribuito a scalzare le metodologie di indagine macroeconomica e quantitativa, fondata sugli strumenti più conosciuti dagli operatori retail. Questo ci dà un’idea della necessità di capire e di cercare di sfruttare il più possibile il Commitment of Traders.

L’indice di correzione basato sul Cot report

L’indice di correzione si produce quando una misura espressa attraverso un rapporto supera un valore soglia. L’indice di correzione è composto dai future in discesa (short), da quelli in salita (long) e da quelli in spread.

In questa specifica relazione al numeratore sono sommati i titoli venduti (in discesa) mentre al denominatore viene depositata la somma dei titoli negoziati. Questa semplice espressione matematica permette di individuare una configurazione extreme con elevati livelli di deviazione rispetto alla norma, utile parametro, visto che, come tanti di noi sanno, è agli estremi che spesso si fanno i soldi.

Titoli in discesa (Future Non Commercial short / Commercial short)

_____________________________________________________________________

Totale dei titoli negoziati (Long + Short + Spread)

Su queste specifiche si può utilizzare una frazione che veda al numeratore i titoli in salita al posto di quelli in discesa, in cui si valuta una possibile reazione estrema provocata da una forte pressione rialzista; la logica rimane identica, ne viene modificato soltanto il punto di osservazione.

Questo portale tornerà sull’argomento in quanto sta lavorando ad una rappresentazione grafica di lungo periodo degli eventi correttivi del mercato di EURO e DOLLARO, così da fornire un servizio di analisi sempre più professionale e accurato.   

Di Vincenzo Augello


VAR CORRECTION LONG E SHORT SONO AGGIORNATI OGNI SABATO ALLA PAGINA GRAFICI REAL TIME DI QUESTO SITO