Livelli reali di ipercomprato e di ipervenduto

Lettura 3 minuti

Notoriamente, una delle falle degli oscillatori di ipercomprato e di ipervenduto utilizzati nell’analisi tecnica tradizionale, pensiamo all’RSI, è la loro incapacità di funzionare in modo affidabile in presenza di un trend definito in un cosiddetto trending market. Ora, data per scontata la differenza tra un mercato in trend ed uno in trading range, lo studio della volatilità implicita provvidenziale arriva in soccorso del trader domestico. Spesso l’importanza di questa variabile aggiuntiva nelle attività di trading non è così chiara o peggio viene trascurata.

In realtà diventerebbe tutto più facile se gli oscillatori standard riuscissero a funzionare bene sia in assenza di trend che in un mercato direzionale; ed è proprio questo il vantaggio principale connesso all’introduzione della volatilità implicita presunta nella misurazione dell’ipercomprato e dell’ipervenduto, che si trasformano in una condizione reale di ipercomprato e di ipervenduto. L’introduzione della volatilità attesa comporta infatti il miglioramento della componente predittiva e dell’accuratezza nell’individuare il sottotrend di una tendenza primaria.

Nel trading reale quando un oscillatore segnala una lettura estrema ci si interroga se sia giusta o sbagliata; il dubbio può essere risolto dalle transazioni sui derivati simmetrici (futures) e da quelle sui derivati asimmetrici (opzioni) legati al cambio di riferimento. Per cui, se il COT report rilasciato dalla CFTC è ribassista, i supporti generati dai titoli PUT out of the money saranno più facilmente attraversati (dall’alto verso il basso) dal prezzo, mentre le resistenze rappresentate dai titoli CALL out of the money, più difficilmente saranno perforate al rialzo. Viceversa, se il report settimanale della Commodity Futures Trading Commission è rialzista, le CALL out of the money con open interest elevato saranno più facilmente superate, mentre le opzioni PUT out of the money favoriranno il rimbalzo sui ritracciamenti indotti dai venditori.

Dunque un livello di ipercomprato reale si ottiene quando l’overbought di un oscillatore si combina con il sentiment negativo del COT ed il prezzo in prossimità di una CALL OTM con open interest elevato, un ipervenduto reale si materializza invece nel momento in cui l’oversold di un oscillatore si combina con un COT rialzista ed il prezzo a ridosso di una PUT OTM. L’osservazione del grafico per l’individuazione di condizioni estreme di mercato da sola non basta, perché la profondità dell’analisi svolta sul prezzo è ciò che conta di più in corrispondenza di un possibile livello di inversione, tenendo a mente che le decisioni più proficue vengono prese nei momenti più difficili. (Di Vincenzo Augello).