L’odio della Cina per Bitcoin ora é totale

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Bitcoin ne ha presi di colpi a settembre, e il mese statisticamente amaro ai cripto investitori non è ancora finito, il tutto quest’anno grazie alla Cina.

Come se non fosse abbastanza il paese illiberale ha debellato la presenza di miner all’interno dei suoi confini, mentre i regolatori di stanza nella regione asiatica hanno ritenuto criminali tutte le attività cripto, incluse le transazioni ora illegali. Di conseguenza, nessuna moneta digitale può essere scambiata sul territorio della seconda potenza economica dopo gli Stati Uniti .

La Cina dice “No” a Bitcoin

La Cina negli anni ha avuto un rapporto molto complicato con Bitcoin e le sue sorelle digitali. C’è stato un periodo in cui il paese rappresentava il 75 per cento delle attività globali di mining, ma Xi Jinping ed il suo entourage comunista non hanno mai reso facile la vita ai cripto imprenditori per il loro crescente potenziale patrimoniale.

La Cina inizialmente ha vietato gli scambi di criptovalute e le offerte iniziali di moneta (ICO) e si pensava che la questione si sarebbe fermata lì. Però, non è stato così e successivamente sono stati censurati tutti i miner, poi solo qualche giorno fa Pechino è andata oltre, vietando completamente le criptovalute su scala nazionale.

Le transazioni bitcoin e/o altcoin non sono dunque più permesse in Cina, che molto probabilmente si sta dando la zappa sui piedi, dato che il paese stava facendo parecchi soldi, più che sufficienti a recuperare preziose entrate fiscali dalle società di mining che adesso non avrà.

Bitcoin ha subito un pesante fud dalla notizia scendendo sotto 41.000 dollari, anche se i trader con maggiore esperienza non sono sorpresi più di tanto e mantengono ottimismo. Tuttavia, sul suo sito web, la People’s Bank of China ha da poco ratificato pubblicamente il ban ed ha fatto il seguente annuncio:

Le transazioni di derivati di valuta virtuale sono tutte attività finanziarie illegali e sono strettamente proibite

Non si può fare a meno di sottolineare che la Cina potrebbe semplicemente cercare di eliminare ogni potenziale concorrente al suo yuan digitale, Central Bank Digital Currency (CBDC) locale che può essere tracciata da Pechino, il che vuol dire che può essere utilizzata per spiare le persone in modo che il governo sappia sempre per cosa il popolo cinese sta spendendo il proprio denaro.

Naturalmente, il Pianeta Cripto non è troppo contento di quello che è successo e ribadisce che Bitcoin e gli altri asset digitali compresa la tecnologia dietro gli smart contract consentono flessibilità o anonimato; inoltre l’inclusione delle criptovalute nei mercati finanziari del XXI secolo può migliorare le transazioni, ottimizzandole, mentre la People’s Bank of China si giustifica con la volontà di vietare quelle attività finanziarie che possono ledere i consumatori.

La regolamentazione arriverà ?

In una recente intervista, Jaret Seiberg, analista del Cowen Washington Research Group, ha detto:

Come abbiamo a lungo sostenuto, la criptovaluta deve attendersi di essere regolamentata come il denaro fiat che sta cercando di replicare o sostituire

Di Vincenzo Augello


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