L’UE sta per varare il quadro normativo sulle criptovalute

Lettura: 3 minuti

La Commissione UE cerca dunque di sviluppare un mercato unico che coinvolga gli asset digitali. In effetti, secondo IFC Review, istituzione e agenzia del gruppo della Banca Mondiale incentrata sui mercati emergenti, l’organo esecutivo dell’unione europea sarebbe sul punto di pubblicare le sue proposte per il primo quadro normativo in materia di finanza digitale e criptovalute.

In realtà, da quando nell’ultimo decennio il settore delle valute virtuali è esploso, i legislatori e i regolatori europei hanno manifestato un atteggiamento ambivalente tra l’entusiasmo e la preoccupazione verso una tecnologia in piena espansione e potenzialmente incontrollabile. Di fatto, il rafforzamento di parametri legati alla privacy degli utenti ha favorito in parte il cybercrime, e il dark web è risultato più preoccupante e ingestibile dalle giurisdizioni europee.

Progetti come Libra Association, guidata da Facebook, hanno poi alimentato una certa avversione normativa oltre che la ricerca e lo sviluppo su tecnologie digitali della Banca Centrale di Francoforte. Infatti, poco dopo che i ministri delle finanze di Francia e Germania avevano promesso di bandire Libra in quanto minaccia per gli stati membri, Paesi dell’Unione Europea hanno manifestato il loro interesse per una valuta digitale della Banca Centrale c.d. (CBDC).

D’altra parte, la crescente partecipazione degli investitori istituzionali e delle grandi imprese ai valori digitali ha reso più urgente la necessità di un quadro di riferimento redatto dall’ UE.

L’IFC Review spiega le priorità della Commissione UE:

In primo luogo, un regime per le piattaforme basate su blockchain. In secondo luogo, la definizione di tutte le forme di valute crittografiche, comprese le stablecoin e i token. In terzo luogo, l’inclusione delle attività crittografiche nella Direttiva sui mercati degli strumenti finanziari (Direttiva MiFID II 2014/65/UE.)

Il quadro cercherà di sviluppare un mercato unico, attraverso il quale le attività digitali potranno essere vendute in tutta la Zona EURO e nell’intera area politica, senza la necessità di dazi transfrontalieri.

Un tale provvedimento andrebbe a sostituire gli attuali quadri nazionali e richiederebbe ai fornitori di servizi e di valute immateriali di richiedere l’autorizzazione a un organismo centrale dell’UE per poter operare all’interno della regione europea.

Discutendo i prossimi regolamenti, Bruno Schneider Le Saout, che dirige l’European Blocktech Federation, avamposto UE a difesa della cultura e delle tecnologie Blockchain, ha dichiarato:

La nuova legislazione fornirà la certezza del diritto, che è necessaria sia per i cripto-asset che non sono coperti dall’attuale legislazione UE sui servizi finanziari, sia per l’applicazione delle DLT nei servizi finanziari e la simbolizzazione degli strumenti finanziari tradizionali

Anche se si prevede che le proposte saranno pubblicate e adottate nel terzo trimestre in corso, l’ufficio stampa della Commissione UE teme che la crisi pandemica da Covid-19 potrebbe causare alcuni ritardi.

Di Vincenzo Augello