L’UE sta per vietare il mining di criptovalute ?

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I 27 Stati membri UE potrebbero essere sul punto di fare copia incolla di quanto già deliberato in Cina sulle cripto.

Nei fatti, l’Unione europea (UE) è pronta a votare se vietare Bitcoin e il mining delle criptovalute a causa del presunto impatto ambientale. Il divieto giungerebbe grazie ad una bozza di legislazione nota come quadro Markets in Crypto Assets e l’acronimo MICA.

L’UE voterà su una possibile cripto-censura

La questione in realtà è vecchia e trita, oramai predicatoria. Quante volte ancora si argomenterà sui rischi ambientali derivanti dal mining di BTC ? Buona parte di questa narrativa è stata infatti sfatata, ed è stato ampiamente dimostrato che l’offerta dei bitcoin e i processi di validazione on chain non usano neanche lontanamente le quantità di energia elettrica misurate dai detrattori del mondo cripto.

Nel dettaglio, la settimana scorsa i legislatori europei hanno votato vietando il proof of work (PoW), legge che potrebbe essere riconfermata questa settimana dopo un secondo turno di votazioni. Ad ogni modo, l’intera industria delle e-currency su catena di blocco è di nuovo sul banco degli imputati, con la mal celata intenzione di metterla in ginocchio.

La commissione per gli affari economici e monetari, la sezione di competenza UE per le cripto, potrà assumere presto la decisione se vietare il mining delle valute digitali. L’obiettivo è quello di far si che tutte le criptovalute, Bitcoin e altcoin, accantonino l’algoritmo di consenso proof of work (PoW), sul quale principalmente si basa ora BTC, e passino definitivamente ai moduli di proof of stake (PoS).

Il riferimento è dunque ai pesanti protocolli eseguiti dai computer che risolvono complesse equazioni matematiche per estrarre unità di moneta dalla blockchain e metterle in circolazione.

Tuttavia ciò che l’UE sta cercando di realizzare appare di dubbia fattività, in quanto si vorrebbe “vietare la matematica” attraverso il disconoscimento dei sistemi e delle funzioni di proof of work.

In un recente tweet, un anonimo sostenitore della crittografia Plan B ha definito il piano dell’UE come “l’apice della stupidità“.

Intel abbraccia le nuove tecnologie e investe miliardi nel mining proof of work. Nel frattempo, l’Europa vuole vietare la stessa tecnologia proof of work, che è solo matematica. L’Europa è all’apice della stupidità

Anche Jeremy Allaire, a capo della piattaforma di pagamento crypto Circle, è intervenuto sul tema ed ha spiegato:

Che una tale proposta sia arrivata fino a questo punto è straordinariamente preoccupante ed è improbabile che resista alla realtà pratica

Il tutto potrebbe avere risultati disastrosi

Jake Chervinsky, un avvocato che si occupa spesso di vertenze legate alle cripto, gestore delle politiche per la Blockchain Association, in una dichiarazione ha affermato che se analisti e cripto-investitori prima pensavano che l’esecutivo di Biden fosse una sciagura per l’ecosistema digitale non avevano ancora tenuto in conto del disastro che potrebbe provocare l’Unione Europea:

La situazione del MICA è peggiore per la crittografia di qualsiasi cosa negli USA. Il Parlamento europeo vota su “standard di sostenibilità ambientale” che sembrano un pretesto per un divieto di Bitcoin. Se passa, può essere annullato nella prossima fase del processo UE, ma è molto negativo

L’aspetto nodale è che si sta assistendo ad una tendenza innescata la scorsa estate quando la Cina ha deliberato di bandire tutti i progetti di estrazione digitale dal suo territorio, vantando il medesimo pretesto del consesso UE.

di Vincenzo Augello