L’Unicef apre un fondo in criptovalute per finanziare i suoi progetti

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D’ora in poi una donazione all’Unicef si potrà fare anche in Bitcoin  o con Ethereum, la seconda criptovaluta per capitalizzazione di mercato. L’Unicef, impegnata dal 1946 nell’assistenza umanitaria per l’infanzia, è la prima agenzia dell’Onu ad aprire alla finanza virtuale. Un riconoscimento importante per questo settore spesso osteggiato a livello istituzionale. Il fondo di criptovalute dell’Unicef riceverà quindi donazioni in Bitcoin ed Ethereum per finanziare i suoi progetti in criptovaluta. Henrietta H. Fore laureata in Storia al Wellesley College con un master in Amministrazione pubblica, ottenuto alla University of Northern Colorado, specializzata in politica internazionale presso l’Università di Oxford e in gestione di impresa alla Stanford University, dal 2018 direttore esecutivo dell’agenzia dell’ONU si è così espressa: “Questa è una nuova ed eccitante impresa per l’Unicef “, ed ha specificato:  “Se le economie e le valute digitali hanno il potenziale per modellare la vita delle generazioni future, è importante esplorare le opportunità che offrono. Ecco perché la creazione del nostro fondo in  criptovaluta rappresenta un passo avanti significativo e positivo nel lavoro umanitario e di sviluppo“. I primi contributi al Fondo in criptovaluta saranno donati dalla Fondazione Ethereum e andranno a tre beneficiari del Fondo per l’innovazione dell’Unicef e ad un progetto coordinato dall’iniziativa Giga per connettere le scuole di tutto il mondo alla rete internet. La Fondazione Ethereum effettuerà la prima donazione tramite il Comitato nazionale francese per l’Unicef. Anche i comitati nazionali dell’Unicef di Usa, Australia e Nuova Zelanda sono tuttora predisposti ad accettare valute digitali cifrate. Alle ore 11.30 (GMT + 2) Bitcoin cede il 2,5% a 8.368 dollari, Ethereum il 4,9% a 186,55 dollari. (Di Vincenzo Augello).