L’uso migliore delle formazioni grafiche: trading sui busted pattern

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Per quanto siano importanti, le formazioni grafiche che derivano dalle variazioni del prezzo di un cambio o di un titolo sono tutt’altro che affidabili. I pattern che osserviamo formarsi sul monitor non funzionano perfettamente, seguendo alla lettera gli standard dei manuali. Tuttavia, quando vengono integrati ad una visione ampia del mercato finanziario offrono delle indicazioni su un possibile obiettivo di prezzo che migliorano il vantaggio statistico del trader in termini di allocazione di stop loss e take profit. Le formazioni grafiche generano una view sulla relazione offerta – domanda esistente tra tutti i trader e tra tutti gli attori del mercato di riferimento, un po’ come una candela quando rivela se è più o meno rialzista oppure più o meno ribassista.

In realtà, le migliori operazioni di trading derivano dai cosiddetti busted pattern, cioè da quelle figure che inizialmente attirano la gran parte dei trader ma che alla fine non si completano, causando una chiusura in massa delle posizioni di tutti coloro che avevano investito sulla figura tecnica, provocando di conseguenza una reazione forte ma opposta a quella attesa. In questi casi gli operatori privati e anche quelli delle grandi Banche d’Affari rimangono intrappolati nel momento in cui una figura popolare, come può essere un doppio massimo, un doppio minimo o un testa e spalle non riesce a perfezionarsi. Nonostante nella letteratura del trading si parli tanto e troppo dei pattern grafici, è preferibile prenderli per quello che sono: riferimenti statistici, ed essere invece coscienti che non si risolveranno ogni volta come viene descritto sui testi. Per questa ragione è il caso di essere sempre pronti a correggere le nostre aspettative e a cambiare direzione alla nostra operatività, senza rimanere affezionati ad una particolare posizione. La velocità d’esecuzione è e resta una delle armi più importanti del trader retail.

Di Vincenzo Augello