MACD in configurazione 3.10.1

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Il MACDMoving Average Convergence Divergence – è un oscillatore che permette di rilevare le caratteristiche del momentum. Sui grafici, rappresenta la differenza tra due medie mobili che considerano i valori più elevati come conferme del trend e le divergenze rispetto all’andamento dei prezzi come alert di una possibile e imminente inversione di tendenza.

FORMULA DEL MACD

  • Valore dell’EMA più veloce – Valore dell’EMA più lenta
  • EMA sta per media mobile esponenziale

Per cui:

quando la media mobile più veloce ha un valore superiore rispetto alla media mobile più lenta il mercato sta restituendo uno swing rialzista. La distanza tra le due medie misura il momentum, inteso come forza “fisica” e direzionale che sostiene il movimento del prezzo in una precisa fase delle contrattazioni. In più, le variazioni di questa distanza ci consentono di capire i cambiamenti che avvengono all’interno del momentum e la probabilità che una tendenza continui.

MACD 3.10.1

Invece di relazionare le medie mobili su 12 e 26 periodi, come avviene di default, si possono accorciare i periodi delle E.M.A. a 3 e 10 periodi. Basta sostituire i valori originari 12,26 e 9 con i nuovi valori 3,10 e 1;

attraverso questa impostazione dei parametri si visualizza soltanto la linea del MACD, ovvero la differenza tra le medie mobili di  3 e 10 periodi, che replica il momentum in una forma, secondo me, più chiara.

Questo tipo di configurazione evidenzia piuttosto bene le conferme di una tendenza e le divergenze rispetto ai movimenti del prezzo, permettendo di individuare subito la solidità o il deterioramento del trend.

Lo strumento filtra i movimenti del prezzo con i principi della fisica applicati ai corpi in movimento e non è un modo per calcolare livelli di ipercomprato o di ipervenduto come fa un oscillatore tipico.

Con il MACD impostato su parametri 3,10, e 1 viene calcolata la forza del trend e le linea dello zero perde di significato; valgono invece gli estremi dell’oscillatore. I massimi e i minimi del tool che si correlano ai massimi e ai minimi di mercato, misurano la forza “fisica” sottostante ricavata da un indicatore che sinteticamente valuta la solidità di una tendenza.    

Di Vincenzo Augello