Michael Saylor: le criptovalute devono essere regolamentate

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Michael Saylor, l’uomo di MicroStrategy, società di app su cloud statunitense che si è fatta un nome comprando quantità monstre di bitcoin, è convinto che un’adeguata regolamentazione aiuterebbe il mondo delle criptovalute.

Nel dettaglio, il capo dell’azienda di software americana pensa che regole giuste faranno da catalizzatore per la valuta immateriale numero uno per market cap.

Michael è per la regolamentazione

In una intervista, Saylor ha detto:

Un’ulteriore chiarezza normativa da parte dell’amministrazione Biden andrà a beneficio di Bitcoin e accelererà l’adozione istituzionale di questo asset

Nel corso dell’intervista, Saylor ha spiegato cosa intende per regolamentazione delle criptovalute. Dice che le norme dovranno essere chiare sulla proprietà digitale e i titoli digitali e che la definizione giuridica di valuta virtuale non deve consentire interpretazioni, definendo nei particolari cosa è consentito e cosa non è consentito nelle cripto-transazioni

Il tema della regolamentazione delle divise su blockchain è stato e continua ad essere controverso, poichè analisti e trader fondamentalisti reputano che regole ab extra potranno minare il pianeta cripto invece che sostenerlo nella sua libera espressione di decentralizzazione.

La crittografia d’altro canto è nata per prendere le distanze dall’invadenza delle banche e le criptovalute sono state programmate per dare alle persone più controllo sulle loro finanze e impedire a terzi, come alle istituzioni, di decidere cosa fare dei soldi.

Ecco perchè si mugugna che la regolamentazione rischia di accentrare il processo di decentralizzazione innescato dalla crescente forma di denaro digitale. C’è anche da dire però che senza opportuni regolamenti il settore rimarrà un Far West, e trader e investitori più esposti ai truffatori.

D’altra parte sorprende vedere Saylor entusiasta per l’operato del presidente degli Stati Uniti sul versante cripto, considerando che l’amministrazione Biden perlopiù è fatta di persone che non hanno idea di cosa sia Bitcoin. Janet Yellen, per esempio, ex numero uno della Fed, continua con la solfa che Bitcoin è uno strumento per il finanziamento dei terroristi.

Tra l’altro, l’ultimo disegno di legge USA in materia di infrastrutture, lede apertamente gli operatori, richiedendo di segnalare le transazioni superiori a 10.000 dollari. Palese invasione della privacy che Saylor sembrerebbe sottostimare.

MicroStrategy stravede per Bitcoin

Ad ogni modo MicroStrategy è uno dei principali finanziatori istituzionali di Bitcoin. La società ha comprato per la prima volta l’asset nell’agosto del 2020, momento in cui BTC viveva un settembre ribassista che bruciò 2.000 dollari.

Ciò nonostante, l’impresa di software mantenne il punto, senza tirarsi indietro, decidendo anzi di acquistare di più, mossa che alla fine portò a risultati positivi dato che solo un mese dopo PayPal annunciò l’integrazione di una nuova cripto-piattaforma che permise di negoziare valute virtuali.

Di lì, Bitcoin è balzato a 13 mila dollari, un prezzo di tutto rispetto in quella delicata fase storica.

Di Vincenzo Augello