Milioni di dati rubati da portali del governo russo in cambio di Bitcoin

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Ci risiamo, 129 milioni di dati proprietari di auto russe sono stati decodificati e venduti in cambio di Bitcoin qualche giorno fa. Ancora una volta cala un velo su ciò che rappresenta il riferimento per tutte le altre criptovalute e un faro per il fintech.   

Hacker e lestofanti dell’informatica avanzata in queste ore stanno vendendo le informazioni private di 129 milioni di russi sul darkweb in cambio della regina delle criptovalute. Si pensa che i dati rubati siano stati trafugati dal registro dell’Amministrazione generale per la sicurezza del traffico che fa parte del  Ministero degli affari interni della Russia, peraltro giudicati autentici da un dipendente di una società di car sharing russa.

I dati  vengono venduti per 0,3 BTC che, al momento della scrittura di questo articolo, corrisponde a circa 2.928 dollari; gli hacker offrono anche dati “esclusivi” per 1,5 BTC. L’uso di Bitcoin in un atto criminale così importante e di così vasta portata è un guaio per la reputazione della valuta crittografica più popolare al mondo.

Bitcoin è stato spesso denigrato come strumento finanziario degli spacciatori di droga e dei riciclatori di denaro soprattutto nella fase iniziale della sua esistenza, sebbene la credibilità della  criptovaluta più capitalizzata sia cambiata negli ultimi anni. In effetti, regolamentazioni più severe per una serie di casi criminali di alto spessore e un maggiore interesse da parte degli investitori istituzionali hanno aiutato il settore delle valute virtuali a scrollarsi di dosso tanti pregiudizi.

Anche a marzo, i nomi utente e le password di 266.000 clienti di Trident Cripto-Fund sono state rubate a seguito di una incredibile violazione delle regole di sicurezza. Il mese scorso poi è emerso che alcuni criminali informatici hanno venduto le informazioni del profilo di mezzo milione di utenti del popolare sito di videoconferenza Zoom.

C’è da dire tuttavia che non tutti gli hacker sono dei mercenari e cercano di ottenere un profitto in denaro dalle loro incursioni, può capitare in realtà di imbattersi in individui che hanno solo la tendenza a mostrare cosa sarebbero capaci di fare, individuando talvolta falle di sistema. D’altra parte questi incidenti non fiaccano la comunità e non riducono affatto l’interesse che tanti nerd, specialmente, nutrono verso la tutela della privacy e della sicurezza offerta dalla tecnologia blockchain.

Di Vincenzo Augello