Miner USA compra Data Center in Georgia per aumentare la produzione green di Bitcoin e cripto

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Clean Spark Inc, società “green” americana per l’estrazione di bitcoin, ha annunciato l’installazione di un nuovo centro dati nella città di Norcross, in Georgia, che si aggiunge a quelli in pianta stabile nel Nevada e Utah.

L’iniziativa è stata intrapresa per aumentare il volume di bitcoin e cripto che l’azienda estrae dalle blockchain. Il nuovo centro di elaborazione occupa circa 26.500 metri quadrati e somma una capacità di mining pari a 18 nuove unità di monete in più.

Il data center è costato quasi 6,5 milioni di dollari a Clean Spark, azienda quotata sul nasdaq, la cui infrastruttura di elaborazione dovrebbe essere completata entro la fine di quest’anno. Clean Spark è un’impresa che ha preso le distanze dal carbonio, ed opera nel programma Simple Solar in Georgia, il che significa che tutto il suo fabbisogno di energia elettrica proviene dalle celle solari.

L’ambiente d’altro canto è stato argomento scottante di recente, soprattutto dopo le tante controversie sull’inquinamento che il mining di bitcoin causerebbe. Molte aziende, investitori e osservatori sono infatti convinti che per colpa di Bitcoin il mondo sarà ridotto in polvere.

Così, due dei più grandi investitori di tutti i tempi, Elon Musk e Kevin O’Leary, hanno apertamente espresso la loro posizione sulla questione verde legata alla produzione delle criptovalute, condannando le pratiche di cripto- mining dipendenti da energia elettrica di origine fossile.

Musk ha persino fatto dietrofront rispetto all’intenzione in un primo tempo manifestata di accettare pagamenti in cripto per le sue auto e i prodotti Tesla, spiegando di essere preoccupato del processo di estrazione e di non voler consentire cripto-pagamenti fino a quando non sarà certo che le emissioni CO2 saranno sotto controllo e i miner avranno deciso di far uso di metodi green per l’emissione di nuove e-currency su blockchain.

O’Leary, da parte sua, prima della censura delle cripto-attività decretata dalla repubblica popolare cinese, aveva detto che non avrebbe più comprato bitcoin made in Cina, perché la regione asiatica usava il carbone per alimentare tutto il suo hardware dedicato all’estrazione delle valute virtuali.

Mantenere pulito l’ambiente

Il CEO Clean Spark Zach Bradford ha quindi chiarito in un’intervista:

Questo impianto, con i suoi 20 MW di potenza, ci permetterà di mettere in funzione oltre 6.000 S19s aggiuntivi. Si prevede che produrrà oltre 650 PH/s al momento dell’installazione. In base ai tassi di difficoltà attuali, questa potenza di elaborazione si tradurrebbe in cinque o sei bitcoin in più al giorno. Ciò, insieme alle nostre altre attività, dovrebbe portare a 2,0 EH/s entro la fine del 2021 che, ai tassi di difficoltà attuali, porterebbe a 17-18 bitcoin al giorno. Abbiamo lavorato su diversi aspetti  per aumentare la nostra capacità di produzione di bitcoin, compresa l’espansione energetica ad Atlanta, la nostra partnership con Coin Mint, e ora l’acquisto di questo impianto per aumentare la capacità energetica totale. Abbiamo oltre 23.500 minatori S19 ASICS che saranno operativi nel corso del prossimo anno. La pianificazione di un’espansione energetica responsabile è stata fondamentale. La nostra attenzione all’ESG è stata in prima linea in tutti i nostri sforzi e ci aspettiamo di guidare le pratiche sostenibili nel settore

Di Vincenzo Augello