Monete e commodity: il Petrolio

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Il mercato valutario oltre che da fattori connessi alla speculazione finanziaria e a variabili macroeconomiche è condizionato dai prezzi dei prodotti primari: le commodity.

Le monete di paesi produttori, con grandi esportazioni di materia prima, tendono infatti a correlarsi positivamente o negativamente, a seconda dell’andamento del mercato della commodity. Ad esempio, il rialzo dell’oro, generalmente accompagna la rivalutazione del dollaro Australiano, dal momento che l’Australia è uno dei maggiori produttori del prezioso metallo giallo.

IL PETROLIO

I prezzi correnti del petrolio condizionano in modo diretto il dollaro canadese, considerato che il valore di correlazione è di 0,80, positivo. Il Canada, di fatto, è il secondo Paese al mondo per grandezza delle riserve di greggio, inoltre la sua valuta è tra le più liquide del forex. Per queste due ragioni il dollaro canadese guadagna sovente a fine mese (il 22), quando di solito vengono chiusi i contratti petroliferi che hanno come oggetto le esportazioni di oro nero.

Non solo. Anche la corona norvegese, chiamata dai trader esperti “Nokkie”, per il nome del suo ticker Nok, è reattiva rispetto alle quotazioni del petrolio, in quanto la Norvegia sfrutta grandi giacimenti petroliferi nel Mare del Nord ed è uno dei maggiori produttori del liquido di idrocarburi.


In buona sostanza, anche se il Nok non ha una liquidità paragonabile a quella del dollaro canadese, nel ranking di contrattazione è la decima moneta più scambiata al Foreign Exchange Market. Essere al corrente delle correlazioni tra una materia prima e una divisa di moneta, aggiunge consapevolezza al lavoro di analisi di una coppia di valute.

Dal punto di vista macroeconomico e dei fattori legati all’economia reale, rimangono dunque importanti variabili come i tassi di interesse, il PIL, l’inflazione, il tasso di disoccupazione, etc… Tuttavia il mercato delle commodity è parte integrante dell’economia di un Paese ed è in grado di fornire altri elementi e altre informazioni per una visione migliore della tendenza futura di un cambio.  

Di Vincenzo Augello