Musk e Dorsey alleati sulle potenzialità green del Bitcoin Mining

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A quanto pare, Jack Dorsey, l’uomo di Twitter e Square, l’azienda di pagamenti su smartphone insieme ad Elon Musk, che ha allineato Tesla, SpaceX e Bitcoin, fanno muro sulle prospettive future del BTC mining.

Il BTC mining resta al centro di accese discussioni

In un recente tweet Dorsey ha scritto che Bitcoin “incentiva” l’energia rinnovabile. Di lì a poco gli ha risposto Musk ribadendo: “è vero”. Lo scambio di cinguettii ha innescato reazioni diverse da parte di analisti e critici, divisi a metà sul tema.

Da un lato, esponenti della finanza e del comparto ambientale ritengono che si sia trattato di un tentativo di greenwash, di ecologismo di facciata, convinti che non ci sia nulla di rinnovabile nel Bitcoin mining.

In effetti, parecchi seguitano a pensare che la conferma dei blocchi on chain stia causando ingenti danni all’atmosfera terrestre e che l’impronta di carbonio sul Pianeta sarà irreversibile.

Però, una cosa sembra dimenticarsi, e cioè che le attività di cripto mining non sono distribuite in misura nel mondo. La gran parte delle farm stanno in Cina, che non è un paese propriamente ambientalista, o che in passato abbia prestato una particolare attenzione al green e alle energie rinnovabili.

La Repubblica Popolare Cinese poggia ancora molto sui combustibili fossili e sul carbone, ed è in questo modo che alimenta le unità centrali dedicate alle operazioni di validazione su Bitcoin.

E’ dunque imponente l’hardware che in Cina potrebbe contribuire a generare una pesante quantità di esalazioni inquinanti nell’aria, considerando inoltre che l’uso di energia prodotta da questa regione del mondo è massivo.

Tuttavia, ci sono anche altre le aree del Pianeta, come l’Islanda, che adoperano fonti idroelettriche e tecnologie verdi per estrarre monete dalle blockchain. Ora, sebbene si tratti di zone circoscritte, per nulla paragonabili all’estensione del maggiore Paese del continente asiatico, Reykjavík, ad esempio, si muove nella giusta direzione ed in sana opposizione alla DeFi-Tech di Cina e Asia.

A pensarci meglio, chi denuncia l’incremento dello smog provocato dall’estrazione di Bitcoin non valuta che l’impronta di carbonio lasciata dalle attività globali di btc-mining è pari a quella rilasciata a Las Vegas.

Magari la situazione non è così disastrosa

Il tweet di Dorsey è arrivato pochi istanti dopo che è stato pubblicato da Square e ARK Invest, azienda di gestione patrimoniale di livello internazionale, un whitepaper in cui si sostiene che l’estrazione delle cripto induce a comprare “energia unica”.

Nel documento c’è scritto:

Combinando i miner con le energie rinnovabili e i progetti di stoccaggio, crediamo che si possano migliorare i rendimenti per gli investitori e gli ideatori, spostando più progetti solari ed eolici in territorio redditizio

Di Vincenzo Augello