Nessuno si preoccupa più di tanto del BTC-Twitter Hijack

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Il recente Hijack  su Twitter che ha coinvolto Bitcoin e che consiste nel modificare ad arte i pacchetti dei protocolli TCP/IP per dirottare i collegamenti, alla fine potrebbe risultare l’ennesimo storytelling nell’ennesimo tentativo di screditare la criptovaluta più famosa del mondo, ma a quanto pare, per la maggior parte degli investitori, quello che è successo mercoledì scorso, è solo un altro fatto da dimenticare.

Bitcoin non ha risentito dell’attacco a Twitter

In effetti, nonostante tutta la stampa abbia provato a strumentalizzare l’hack, i trader non sembrano preoccuparsi molto di ciò che è accaduto e i prezzi BTC non sono stati condizionati. Il principale cambio dei mercati virtuali infatti ha segnato un calo solo marginale, nella fascia bassa di 9.100($), mentre in fase di scrittura Bitcoin è di nuovo scambiato ben al di sopra dei 9.200($), l’area dove si trovava prima dell’intrusione nei profili del social-media statunitense.

Perché BTC non ha subito un contraccolpo maggiore ?

Le ragioni sono ampie e diverse: la più accreditata forse è il fatto che i trader sono abituati a questo tipo di situazioni. Il mondo delle  criptovalute è stato preso di mira da furfanti e hacker tante volte.  Mt. Gox a Coincheck, ad esempio, sono state rapine di dimensioni maggiori, di fronte alle quali gli investitori sembrano come assuefatti e stanchi di prestargli un’attenzione eccessiva.

In questi frangenti Bitcoin si è dimostrato più imprevedibile del solito. I problemi di vulnerabilità delle valute virtuali di fatto non sempre portano a conseguenze chiare, il che significa che i trader aspettano e rimangono in osservazione piuttosto che dare di matto e spostare fondi da un conto all’altro. John Todaro, che lavora per Trade Block, competente nel settore della crittografia, ha spiegato in un’intervista:

Penso che non si sia vista molta reazione del mercato perché non era chiaro quale storia si sarebbe sviluppata in seguito alla violazione, e così i trader sono rimasti fermi

Un altro motivo per cui il mercato non ha reagito più di tanto, nonostante il “duro lavoro” portato a termine dai pirati informatici per perforare i conti ad alto profilo, è il fatto che il colpo ha fruttato un bottino tutto sommato modesto. Agli user caduti nella truffa su twitter sono stati rubati solo poco più di 120 mila dollari, un furto che non è stato sufficiente ad impedire alla regina delle criptovalute di risalire.

Martin Garcia,amministratore delegato della società di cripto-trading Genesis, ha detto in un’intervista:

L’unica cosa che avrebbe potuto renderlo una questione seria è se gli hacker avessero ottenuto molto di più di 100 mila dollari. Se avessero raccolto 100 milioni di dollari allora si che BTC sarebbe stato venduto, perché il mercato si sarebbe aspettato che gli hacker vendessero su fiat da qualche parte affossando il prezzo, ma dato l’importo non avremo grossi problemi

La gente vuole vederci chiaro

L’hacking a danno del microblogging californiano dimostra invece che BTC è ormai popolare e le persone sono disposte a fare qualsiasi cosa per averlo in portafoglio.  Jeff Dorman, CIO di Arca, società d’investimento nel settore degli asset digitali, ha detto in merito:

Semmai, ciò prova solo che Bitcoin è una forma preziosa di denaro che un hacker potrebbe volere

Di Vincenzo Augello