Non solo morti, il Coronavirus scatena anche i crimini informatici

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La pandemia da Coronavirus oltre alla paura della morte ha provocato un crescente numero di crimini informatici.

Il Coronavirus fa esplodere la criminalità informatica

La criminalità informatica perpetrata a danno delle criptovalute è aumentata di circa il 75 per cento in corrispondenza del picco del COVID-19. Sembra che il maggior numero di persone che lavoravano da casa rifletteva allo stesso tempo una minore qualità di strumenti per proteggere conti e piattaforme di trading. Di fatto, le società di trading, in genere, hanno accesso a mezzi migliori per applicare misure di sicurezza adeguate a protezione dei circuiti di scambio.

Gran parte del crimine appare infatti essersi focalizzato sulle vulnerabilità delle criptovalute,  il che per le autorità e la polizia postale comporta difficoltà oggettive nel tentare di recuperare il denaro rubato. La cifra del 75 per cento proviene da un recente rapporto dell’FBI, reso pubblico dal deputato Emanuel Cleaver del Missouri. Nel complesso, si è registrato un aumento del 238 per cento della criminalità informatica, con circa il 900 per cento degli attacchi fatti nella forma del ransomware, mediante il quale l’hacker limita l’accesso a un dispositivo che infetta con un malware, chiedendo un riscatto (ransom)  da pagare per togliere la limitazione.

Come se non ne avessimo già abbastanza di cose di cui preoccuparci, i governi locali, nazionali e internazionali, quando hanno emesso l’obbligo di permanenza a casa con il lockdown non hanno considerato i rischi generati da hacker malintenzionati che avrebbero avuto “libero” accesso a fondi perlopiù mal protetti dallo smartworking.

Il rapporto rileva infatti che molti attacchi sono stati lanciati verso le piattaforme di scambio, probabilmente perché le criptovalute garantiscono l’assenza, completa o parziale, di tracciabilità . Tra l’altro, le attività illegali nel dark web aumentano, con un maggior numero di criminali attivi che utilizzano le scienze crittografiche per pianificare i furti.

Tuttavia, la forma tipica di attacco informatico è l’allegato di posta elettronica. Molti lestofanti del computer inviano e-mail con allegati e informazioni sul Coronavirus. Chi faceva (o fa) clic su questi allegati e ne seguiva (o ne segue) le indicazioni poteva (e può) essere vittima di una manovra di hackeraggio e farsi derubare di soldi e/o informazioni private.

ATTENTI ALLE DONAZIONI

Il denaro viene rubato anche attraverso donazioni fasulle. Dopo l’emergenza sanitaria da COVID-19 abbiamo avuto l’opportunità di donare Bitcoin e altre cripto alla Croce Rossa e ad associazioni mediche per aiutarli nella battaglia contro il virus. L’unico problema è stato (ed è) che molte di queste promozioni erano false e non corrispondevano a wallet validi. Si trattava invece di indirizzi di proprietà di cyber-criminali che alla fine si sono ritrovati in tasca un mucchio di soldi.

Di Vincenzo Augello