Operazioni contro-tendenza su trend primario

Lettura 2 minuti


Le operazioni contro-trend non hanno un’elevata probabilità di riuscita e non sono trade a più bassa esposizione di rischio. Questo tipo di operatività implica infatti posizioni contrarie alla tendenza dominante, sebbene i trader la utilizzino vendendo/comprando allo scoperto in circostanze di sovra-estensione del prezzo, verso l’alto o verso il basso.

I parametri che possono misurare una condizione di sovra-estensione è la media mobile a 20 periodi oppure un’altra media o anche una trendline crescente, sul principio del ritorno ai valori medi.

Quanto più il prezzo si muove al di sopra o al di sotto della media mobile di periodo 20, tanto maggiori sono le probabilità che torni indietro come un elastico, sul suo valore medio. Ad esempio, si tende a vendere short la quotazione che esce fuori dalla Banda di Bollinger superiore o a comprare il prezzo che perfora la Banda di Bollinger inferiore.

Sovra-estensione su Bande di Bollinger + sma (20)

Chi segue questo modus operandi, entra in posizione quando il mercato inizia a ritornare verso la media, sfruttando la rottura di un supporto (in un bull market) o di una resistenza (in un bearish market), e piazzando lo stop loss appena al di sopra del massimo più recente in un trend prevalente rialzista o appena sotto il minimo più recente in una tendenza primaria ribassista.

Il trader contrarian deve avere contezza del fatto che le sue operazioni sono a brevissimo termine e che dovrà usare stop loss serrati.

Inoltre, dovrà essere pronto a uscire dal trade nel caso in cui il trend primario si riaffermi. Dal punto di vista pratico, anche se la strategia è molto diffusa tra i nuovi operatori retail, risulta comunque la più difficile da mettere in atto per guadagnare con una certa regolarità, perché può comportare una serie di piccoli profitti cancellati da perdite più elevate.   

Di Vincenzo Augello