Parte l’era dello e-Yuan cinese, la Cripto di Stato pagata in controllo

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Sono passati più di 7 anni da quando la Cina aveva in progetto di convertire la valuta locale in formato digitale e 12 dalla nascita di un modello decentralizzante e di una moneta immateriale, totalmente virtuale, libera da banche e da governi.

Quello del Paese asiatico sembrava un proposito troppo ambizioso e invece è diventato realtà. Il Governo della repubblica popolare cinese ha deciso dunque di avviare ufficialmente l’uso dello Yuan digitale.

La Banca popolare cinese potrà quindi emettere valuta fisica oppure digitale implementata su tecnologia blockchain. La maggioranza degli analisti di finanza globale è convinta che l’evento rappresenti l’alba di un grande cambiamento e che il prossimo futuro vedrà la moneta 100% virtuale.

Il capodanno cinese è coinciso con il primo test e con l’emissione sul mercato di 40 milioni di yuan digitali in un area circoscritta fra Pechino e Suzhou, visto che la festività avrebbe potuto facilitare la circolazione della valuta.

Lo Yuan deve essere distinto dalle altre criptovalute on chain. La divisa digitale infatti è strettamente controllata dalla Banca centrale nazionale e non include l’anonimato, pertanto la centralizzazione è ai massimi livelli, il che rafforza le caratteristiche di tracciabilità anche attraverso avanzati sistemi di antifalsificazione.

Le aspettative di fondo della seconda potenza economica dopo gli Stati Uniti è quella di far diventare la divisa una moneta planetaria. Lo Yuan secondo Pechino dovrà essere la valuta di riferimento per i paesi in via di sviluppo, al fine di ridurre la dipendenza finanziaria statunitense mediante una graduale riduzione d’uso del dollaro americano.

L’impiego internazionale dello Yuan è in grado di moltiplicare in maniera esponenziale i già crescenti flussi commerciali a distanza, permetterebbe inoltre di ridurre il costo della circolazione del denaro e un maggior controllo della supply del Paese.

Un endorsement di peso verso la digitalizzazione della moneta cinese come Central Bank Digital Currency (CBDC) è stato quello espresso dall’ambasciatore russo, Sergei Lavrov, che ha dichiarato che la Cina e la Russia dovranno fare in modo di limitare la loro deferenza dal dollaro nelle transazioni finanziarie internazionali.

La fase beta è stata localizzata in almeno quattro città, comprese Shenzhen e Suzhou, anche se presto sarà sui pagamenti cross-border, transfrontalieri.

Ai residenti di Hong Kong è già stato concesso di utilizzare l’e-currency durante tutta un’intera giornata per i pagamenti nella vicina Shenzhen, approfittando della Free Trade Zone. In un futuro prossimo, invece, la sperimentazione sarà attiva negli scambi finanziari con Corea del Sud, Singapore e Tailandia.

L’evento è a tutti gli effetti un fatto epocale e molto probabilmente cambierà, soprattutto a livello monetario; gli equilibri inoltre potrebbero essere stravolti, ma pagati in termini di controllo, visto che la Cina prima di essere una dittatura consolida sempre di più la sua matrice di Stato centralizzato.  

Di Vincenzo Augello