Per JPMorgan Bitcoin a 6 cifre è un problema

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Il prezzo di Bitcoin è salito molto in questi ultimi mesi e, in fase di scrittura, BTC è scambiato per oltre 34 mila dollari, sfiorando i 36 mila all’alba dell’Epifania.

Per gli analisti di JPMorgan tutto ciò è certamente una buona notizia, sebbene rimangano remore per una delle più grandi banche d’affari sulla Terra….

JPMorgan: un prezzo a sei cifre per Bitcoin sarebbe difficile da gestire

La multinazionale americana di recente ha rilasciato un rapporto dove spiega che Bitcoin in territorio a sei cifre non sarebbe di buon auspicio. Le conclusioni di primo acchito suonano strano…. Se Bitcoin raggiunge 100.000 dollari non dovremmo essere felici e soddisfatti ? Cosa potrebbe esserci mai di così negativo ?

La relazione tecnica dice che, pur ottenendo quotazioni round number a 6 cifre, il che è nelle corde della criptovaluta più potente al mondo, considerando quanto bene stia facendo ultimamente, un’impennata simile sarebbe “insostenibile” e l’asset sarebbe esposto a storni di misura tale da comprometterne il mercato:

Anche se non possiamo escludere la possibilità che l’attuale euforia speculativa si diffonda ulteriormente, spingendo il prezzo di Bitcoin verso l’area tra i 50.000 e i 100.000 dollari, crediamo che tali livelli di prezzo sarebbero insostenibili

Il 2020 è stato l’anno in cui la moneta virtuale supercapitalizzata si è rivalutata oltre il 300 per cento, in gran parte grazie al ritrovato sostegno istituzionale e di aziende come MicroStrategy e Square. Per di più, la narrativa e l’atteggiamento delle persone verso le cripto e Bitcoin sono cambiati nei mesi; sempre meno Bitcoin viene associato alla criminalità informatica, al riciclaggio di denaro sporco, alla vendita di droghe e armi online, a misteriosi exploit nella rete oscura…

Nell’ultimo anno, specialmente, si è passati dal considerare la moneta come un asset speculativo in cui valeva la pena investire se si era disposti a rischiare e a perdere dei soldi, fino ad assegnargli la patente di strumento di copertura a protezione dei patrimoni privati e non solo..

JPMorgan afferma però che, sebbene le cose per Bitcoin abbiano preso il giusto verso, dovrebbe avere la capitalizzazione dell’oro per poter essere ritenuto riserva di valore. La Banca statunitense reputa tuttora Bitcoin una valuta “alternativa” in via di evoluzione e promettente, ma la sua market cap è di 636 miliardi di dollari (in stesura), il che è un argomento positivo sulla carta, ma non è paragonabile ai 9 trilioni del metallo giallo.

Sarebbe necessario un cambiamento sostanziale

Se Bitcoin dovesse mai raggiungere questi livelli, secondo il rapporto della società finanziaria, un bitcoin varrebbe oltre 146 mila dollari e dovrebbe risultare molto meno volatile di quanto non sia adesso, un cambiamento delle dinamiche del suo mercato che JPMorgan non vede nell’immediato:

nel documento c’è scritto:

Non è quindi realistico aspettarsi che le allocazioni verso Bitcoin da parte degli investitori istituzionali corrispondano a quelle dell’oro senza una convergenza delle volatilità. Una convergenza delle volatilità tra Bitcoin e oro è improbabile che avvenga rapidamente ed è, a nostro avviso, un processo pluriennale

Di Vincenzo Augello