Per Rich Bernstein Bitcoin è in una Bolla globale

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Il trader istituzionale Rich Bernstein, CEO e dirigente aziendale presso l’omonima Richard Bernstein Advisors è convinto che penda sul mondo la spada di Damocle di una bolla onnicomprensiva.

Tutto, da Bitcoin, alle case, agli indici, alle materie prime, sarebbe fuori controllo, mentre i prezzi volano aizzati da una domanda senza futuro, sull’orlo del collasso economico.

Richard Bernstein: chi investe deve stare attento

Le criptovalute, le abitazioni e i titoli tecnologici subiscono all’unisono un booster dei prezzi con pochi precedenti. Gli Stati Uniti e le principali economie del Pianeta, in più, affrontano i medesimi  problemi sulla catena di approvvigionamento che provocano disagi ai consumatori finali.

E così Bernstein sottolinea:

C’è tutta una serie di bolle in corso in questo momento. C’è una bolla negli asset di lunga durata, un tema comune nel mondo

Bernstein teme soprattutto per Bitcoin e dice che la crescente domanda ha creato una delle più grandi bolle nella storia della finanza, ed è preoccupato per i riflessi di lungo termine.

Da quando la pandemia da Coronavirus ha infettato l’economia globale, in tanti hanno visto in Bitcoin una luce. Una volta  BTC era solo uno strumento per speculatori che, se ben giostrato, poteva generare rapidi arricchimenti.

Però, con i governi della gran parte del Globo impegnati in massive e persistenti iniezioni di liquidità, la valuta immateriale numero uno per capitalizzazione ha assunto un ruolo completamente diverso.

Ora molti valutano Bitcoin come forma di copertura che può mantenere al sicuro i patrimoni nei periodi di turbolenza economica, ed è per questo che il re delle cripto ha raggiunto nuovi ATH a 64.000 e 67 mila dollari negli ultimi sei mesi.

Tuttavia, se anche Bitcoin tende a salire, Bernstein pensa che le cose potrebbero prendere una brutta piega se la bolla dovesse scoppiare. In un’intervista ha paragonato Bitcoin all’hype delle dotcom alla fine degli anni ’90, spiegando che il Nasdaq per recuperare ha impiegato ben 14 anni. Dubita inoltre del mercato immobiliare e teme che gli aumenti dei prezzi degli alloggi sembrano replicare quelli dei primi anni 2000, dicendo:

I prezzi delle case stanno ora accelerando più di quello che avete visto durante la bolla immobiliare. Il tasso di variazione ora è più alto di qualsiasi cosa abbiate visto durante la bolla immobiliare nel 2005, 6, 7, 8

La cosa positiva è che il celebre operatore finanziario non crede che l’inflazione esponga comunque a così tanti rischi come alcuni macro-analisti avvertono, e alla fine con un po’ di ironia chiude il discorso dicendo:

Non rimarranno così alti, ma dove si stabilizzeranno? Si assesteranno dal 2% al 2,5%, o si aggiusteranno al 3% o al 3,5% o al 4% o al 4,5% ? A me sembra una scommessa over/ under in questo momento…

Di Vincenzo Augello


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