Perché Brave paga con la sua criptovaluta gli internauti

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Brave offre un’esperienza di navigazione unica. Quello che si propone è complesso, perché bloccare determinati script vuol dire anche rischiare di compromettere la funzionalità del sito visitato. In linea di massima proteggere gli utenti da pubblicità ed algoritmi traccianti favorisce una navigazione più rapida, accorciando i tempi di caricamento.

D’altro canto quasi tutti gli internauti conoscono le potenzialità invasive degli annunci pubblicitari e l’invadenza dei trackers per il controllo online. Il monitoraggio Web è l’attività tecnica di un sito internet attraverso la quale vengono spiati i visitatori con codici di tracciamento e software di terze parti. All’inizio il monitoraggio avrebbe dovuto avere lo scopo di migliorare l’esperienza sulla Rete così come gli spot della televisione dovevano essere destinati a migliorare la qualità della vita delle persone. In realtà, quanti di noi sono infastiditi dagli spot televisivi ?

Quasi sempre le pubblicità stesse, senza il nostro permesso, tengono  traccia di cosa stiamo guardando e su quali canali. Registrano quando abbiamo cambiato programma e quando abbiamo comprato qualcosa. Le smart tv semplificano tutte queste attività di controllo. Questo grossomodo è quello che fanno anche i web tracker. Tengono sotto controllo l’attività su Internet, individuano nomi, posizioni geografiche; google maps, ad esempio, fissa sui propri server ogni movimento fatto durante la giornata e lo classifica giudicando gli interessi delle persone. Ma la cosa ancora più grave è che molti di questi siti web sono in grado di condividere le informazioni acquisite indebitamente, violando la privacy delle persone con altri servizi online per generare profitto.

Come siamo tracciati

Gli script dei siti Web riportano all’amministratore quando si è visualizzata una pagina. La maggior parte dei siti sfruttano i “cookie” per raccogliere statistiche sulla cronologia di navigazione; tra l’altro anche tutti i social network più famosi svolgono efficacemente questo tipo di attività.

D’altronde sono noti gli scandali di Google e Facebook. Tutto accade senza che la gente spesso ne sia consapevole. Gran parte dei portali che si visitano vogliono sapere cosa sta facendo l’utente. Il browser Firefox, uno dei migliori esistenti, tempo fa ha rilasciato un importante aggiornamento chiamato Lightbeam che fornisce informazioni su chi traccia.

Brave invece non ha bisogno di plugin e aggiornamenti aggiuntivi: è stato progettato fin dal principio per proteggere la navigazione internet. Questo browser offre la possibilità di amministrare il sistema pubblicitario online diventato invasivo e consente a chiunque di essere giustamente ricompensato per la scelta di guardare i banner pubblicitari. (Di Vincenzo Augello)

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