Perché dovremmo usare Bitcoin ?

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Ci sono numerosi vantaggi nell’usare bitcoin rispetto alle tradizionali valute fiat. Proviamo allora a fare un rapido approfondimento sulla convenienza dell’utilizzo di bitcoin nelle transazioni per beni e servizi. Uno dei benefici più ampiamente citati nell’impiego dei bitcoin è il costo associato alle transazioni. In generale, la tariffa standard per il trasferimento di bitcoin è di 0,0005 BTC. Ai tassi di cambio correnti, ammonta a circa 4,5 euro, non troppo lontano dalla spesa per un bonifico SEPA Unicredit pari a ben 2,25 euro ! D’altro canto, le spese medie associate ad un bonifico bancario di tipo internazionale pesano intorno i 35 euro, dove il mittente paga circa 25 euro e il destinatario paga i 10 euro rimanenti. Senza dimenticare che le carte di credito addebitano un minimo del 3-5% dell’importo del trasferimento. Inoltre, quando si effettua un bonifico bancario all’estero, generalmente servono da un paio di giorni ad una settimana per l’accredito effettivo sul conto del beneficiario e, anche i pagamenti con carta di credito possono richiedere fino a 3 giorni. Le transazioni dei bitcoin, invece, richiedono generalmente 10 minuti per essere accreditati. Non solo. Se avete venduto qualcosa su siti di aste come eBay in passato, probabilmente conoscete  il concetto di chargeback. Un chargeback è quando l’acquirente di un bene o servizio incarica la sua banca o il fornitore della carta di credito di richiamare i pagamenti che ha inviato al venditore. Ovviamente, questo ha i suoi vantaggi, in quanto può aiutare a prevenire le frodi del venditore. Ma ha le sue ricadute in quanto è un metodo semplice per gli acquirenti che truffano i venditori che avrebbero dovuto ricevere il pagamento. Se si fanno transazioni in bitcoin, al contrario, e si vendono merci su Internet, non siamo suscettibili di questo tipo di frode perché le transazioni bitcoin sono irreversibili. Questo non significa che un acquirente non è in grado di ricevere un rimborso, significa semplicemente che entrambe le parti devono accettare di annullare la transazione, che non viene invalidata automaticamente su richiesta ad un istituto finanziario che ha poca o nessuna conoscenza dei dettagli della transazione. In proposito, oggigiorno è richiesto a ciascuno di noi di fidarsi delle banche per tenere i contanti per nostro conto. Ma, come hanno dimostrato numerose crisi finanziarie, la fiducia che abbiamo riposto in queste istituzioni è spesso ben lontana dall’essere giustificata. Con bitcoin si possono tenere i  soldi in un portafoglio online o offline e gestirlo come si preferisce. Non ci sono spese per interessi o pagamenti in conto corrente, e nessun governo o società può intromettersi nel nostro portafoglio cifrato. Non esiste alcuna possibilità di prelievi forzosi da parte delle istituzioni su un conto bitcoin. Non dimentichiamo in aggiunta che attualmente, se si desidera acquistare qualcosa online è necessario rilasciare una pletora di informazioni personali per farlo. Dati di indirizzo, data di nascita, nome e cognome, indirizzo e-mail e dati della carta di credito o di debito sono solo alcuni dei requisiti minimi per le transazioni online e, la divulgazione di queste informazioni può portare a conseguenze come la clonazione della carta di credito o il furto di identità. Quando si effettua una transazione in bitcoin tutto quello che serve rivelare è l’indirizzo pubblico del portafoglio bitcoin. Si tratta di un lunga serie alfanumerica da cui è impossibile determinare la nostra identità. Bisogna tuttavia ammettere che ciò ha consentito ad un manipolo di individui che usano bitcoin di intraprendere transazioni criminali e questo ha generato la critica dei mainstream media; d’altra parte ogni innovazione ha spesso anche un prezzo da sostenere, ma seppure ancora non regolamentate le transazioni  bitcoin sono assolutamente legali, mentre il denaro tradizionale permette sistematicamente evasioni fiscali a danno dell’intera comunità a causa della non tracciabilità del contante e delle criticità legate al denaro digitale non basato su blockchain. (Di Vincenzo Augello).

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