Peter Thiel: la Cina con Bitcoin è una minaccia per gli Stati Uniti

Lettura 3 minuti


Peter Thiel, libertario e co-fondatore PayPal, una delle più grandi piattaforme di pagamento digitale al mondo, la scorsa settimana è incappato in una serie di esternazioni su Bitcoin e Cina.

Thiel: la Cina non deve usare BTC contro l’America

In una recente intervista, Thiel ha dichiarato che i cinesi potrebbero armare Bitcoin per utilizzarlo contro i nemici americani. Ha dunque auspicato la messa in atto di una severa regolamentazione in modo che una minaccia del genere possa essere controllata e non si presenti in futuro.

Mentre Thiel sembra molto preoccupato che un evento simile possa accadere altri, come Mike Novogratz, ritengono invece che i commenti sono ingiustificati e fa notare che sono poche le prove per cui la Cina rappresenta un pericolo sul fronte cripto.

Eppure, Thiel è convinto del contrario e teme che il versante asiatico sarebbe in grado di condizionare nuove e diverse regioni fino a rendere Pechino la spada di Damocle delle economie e delle infrastrutture globali. Al recente evento noto come “Il seminario Nixon sul realismo conservatore e la sicurezza nazionale“, si è discusso dei problemi che gli Stati Uniti e i suoi alleati affrontano con paesi come la Cina, ostinatamente sul pezzo quando si tratta di big tech.

In pratica, in occasione della riunione, molti si sono chiesti cosa si potrebbe fare per impedire alla Cina di avere un vantaggio tanto grande in così tante avanguardie del fintech e dell’informatica di rete.

Thiel ha spiegato che la Cina non è una nazione innovativa, ma puntuale nell’imitare prodotti allo scopo di mettere fuori tempo la concorrenza, e non è un affare per gli Stati Uniti che grandi aziende statunitensi come Google o Facebook siano disposte a inciuciare con loro.

Afferma Thiel:

Stupidamente poca innovazione avviene in Cina, ma sono stati molto bravi a copiare e a rubare cose… Ho criticato Google qualche anno fa per aver lavorato con le università cinesi e i ricercatori cinesi e, poiché tutto in Cina è una fusione civile-militare, Google alla fine stava lavorando con i militari cinesi. Una delle cose che mi è stata detta da alcuni che lavorano con Google è che hanno creduto di poter fornire tecnologia al di fuori dei piani aziendali, e anche se non l’avessero consegnata sarebbe stata rubata comunque

Il Paese asiatico è fonte di problemi ?

L’imprenditore statunitense, attivista per il movimento LGBT, al timone di PayPal, ha criticato l’atteggiamento di alcune delle Big Tech USA,  fiduciose che essere cooperative con la Cina allenti le tensioni; per Thiel però non è così, soprattutto quando la tecnologia viene utilizzata per fini illeciti o disumanizzanti.

 E chiosa:

Ho avuto una serie di conversazioni con alcune persone di DeepMind AI da Google

DeepMind è un’azienda con sede fisica a Londra che si occupa di intelligenza artificiale.

Ha chiesto Thiel:

La vostra IA viene utilizzata per gestire i campi di concentramento nello Xinjiang ?

Hanno risposto:

Beh, non lo sappiamo e non facciamo domande

Di Vincenzo Augello